Jen­ni­fer La­w­ren­ce «Il­mio­film è il più stra­no del mon­do» di Ar­man­do Gal­lo

LA DIVA DI HUNGER GA­MES È LA PRO­TA­GO­NI­STA DEL­LA DISCUSSA OPERA DI ARONOFSKY, ORANELLE SA­LE. «È BEL­LIS­SI­MA, MABISOGNA CAPIRLA», CI DI­CE. « NOI AT­TO­RI RAPPRESENTIAMO TE­MI E PER­SO­NAG­GI BIBLICI. E IL MES­SAG­GIO FI­NA­LE È COMMOVENTE»

Oggi - - Sommario - Te­sto e fo­to di Ar­man­do Gal­lo

Èu­sci­to anche in Ita­lia uno dei film più di­scus­si de­gli ul­ti­mi an­ni. Si trat­ta di Ma­dre!, scrit­to e di­ret­to dal ge­nia­le ma con­tro­ver­so re­gi­sta Dar­re­nA­ro­nof­sky, già pre­sen­ta­to in con­cor­so al­la Mo­stra del Ci­ne­ma a Ve­ne­zia tra fi­schi e osan­nan­ti con­sen­si.

«AVE­VO MOL­TA PAURA DI QUE­STO RUO­LO»

«È un film mol­to du­ro, difficile, ma bel­lis­si­mo!», escla­ma la pro­ta­go­ni­sta Jen­ni­fer La­w­ren­ce quan­do in­con­tra Oggi in una sui­te di un lus­suo­so ho­tel di Be­ver­ly Hills. Anche lei è bel­lis­si­ma in un abi­to lun­go ne­ro di Va­len­ti­no, sor­ret­to da due sot­ti­li spal­li­ne. Si di­ce che Dar­ren e l’at­tri­ce del Ken­tuc­ky si sia­no in­na­mo­ra­ti sul set e lei non ne­ga, ma sor­ri­de con un sor­ri­so lu­mi­no­so che di­ce tut­to. Jen is in love. E ci tie­ne a rac­con­ta­re qual­che se­gre­to del film per ren­der­lo più ac­ces­si­bi­le ai suoi fan: «Dar­ren mi ha spie­ga­to l’idea, ave­va in men­te un’al­le­go­ria, pen­sa­va a una ca­sa do­ve Ma­dre Ter­ra e Dio con­vi­vo­no in ar­mo­nia fin­ché ar­ri­va­no Ada­mo ed Eva. Ero af­fa­sci­na­ta da quel­lo che­mi de­scri­ve­va. Ave­vo vi­sto i suoi film e pri­ma an­co­ra di co­no­scer­lo lo re­pu­ta­vo un ge­nio. Gli ho te­le­fo­na­to un’ora do­po il no­stro in­con­tro. Avrei ac­cet­ta­to di fa­re il film, “ma vo­glio leg­ge­re il co­pio­ne!”, gli dis­si. Mi era pre­sa una paura enor­me di que­sto ruo­lo». Co­sa l’ha sor­pre­sa quan­do l’ha vi­sto fi­ni­to? «La co­sa sor­pren­den­te è che può es­se­re in­ter­pre­ta­to in mol­ti mo­di di­ver­si, che è una co­sa buona e cat­ti­va al­lo stes­so tem­po. Al­cu­ne per­so­ne ac- cet­te­ran­no la sfi­da e al­tre no, ma­ga­ri la­sce­ran­no il ci­ne­ma pri­ma del­la fi­ne. Ma sa­reb­be un pec­ca­to». È ne­ces­sa­rio ca­pi­re l’al­le­go­ria? «Se­con­do me, sì. Vor­rei che il pub­bli­co sa­pes­se che io rap­pre­sen­to Ma­dre Ter­ra e che Ja­vier Bar­dem rap­pre­sen­ta una forma di Dio, un crea­to­re, un poe­ta, un ar­ti­sta: il suo stu­dio, in ca­sa, è il Giar­di­no dell’Eden.

«FOR­SE ALCUNI NON CAPIRANNO E SENE ANDRANNO PRI­MA DEL­LA FI­NE. MA SA­REB­BE UN PEC­CA­TO»

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