MA­RIA VENTURI

È IL SO­LO MO­DO PER­MET­TE­RE FI­NE ALL’INUTILE AT­TE­SA DI UN RI­TOR­NO, A SEPARAZIONI PRECIPITOSE, A LITIGI E CRI­SI. MAMAI FERMARSI AL­LA METÀ DEL PERCORSO

Oggi - - Sommario - di Ma­ria Venturi scrit­tri­ce e gior­na­li­sta

IL VE­RO PEN­TI­TO CONFESSA E ACCETTA LA CONDANNA. TUT­TI GLI AL­TRI SI PENTONO PERCHÉ NON SO­NO RIUSCITI A FAR­LA FRAN­CA

Ca­ra Ma­ria

io 25, lui 32: quat­tro an­ni fa ci in­na­mo­ria­mo e de­ci­dia­mo di con­vi­ve­re, ma no­no­stan­te tut­to fun­zio­ni e l’amo­re reg­ga, lui non vuo­le il ma­tri­mo­nio. Tut­to fi­ni­sce quan­do sco­pro un tra­di­men­to: cam­bio la­vo­ro, ap­pren­do che la sban­da­ta è di­ven­ta­ta una re­la­zio­ne emi ras­se­gno: so­no sta­ta scon­fit­ta. Ma, ot­to me­si do­po la rot­tu­ra, un ex col­le­ga mi di­ce che la re­la­zio­ne è fi­ni­ta e for­se lui mi ama an­co­ra. Quel for­se è un’in­cer­tez­za che mi fa sta­re­ma­le. Perché non si fa vi­vo? Al po­sto mio tu lo fa­re­sti il pri­mo pas­so ver­so chi ti ha umi­lia­ta e de­lu­sa? De­bo­ra, Mi­la­no

Al po­sto tuo an­ch’io avrei la­scia­to su due pie­di un uo­mo sen­ti­men­tal­men­te caz­zeg­gio­ne (chie­do scu­sa ai ben­par­lan­ti!) che per di più mi aves­se umi­lia­ta con la ba­to­sta di un tra­di­men­to. An­ch’io mi sa­rei ras­se­gna­ta. Ma qui su­ben­tra l’uni­co van­tag­gio dell’età: l’espe­rien­za di un lun­go vis­su­to che ren­de qua­si pre­veg­gen­ti. Puoi con­ti­nua­re a sba­glia­re e sai che ti co­ste­rà ca­ro, ma pa­ghi sen­za tan­te sto­rie perché ne­gli an­ni hai scia­lac­qua­to ca­pi­ta­li.

Pren­dia­mo la ras­se­gna­zio­ne: è una scon­fit­ta a qua­lun­que età, perché si­gni­fi­ca do­ver ac­cet­ta­re l’ab­ban­do­no di una per­so­na amata, la per­di­ta del la­vo­ro, un in­suc­ces­so, un tra­guar­do non rag­giun­to. Fat­ta pe­rò NIENTE DI­VOR­ZIO Me­ga­nFox, 31, e Bria­nAu­sti­nG­reen, 44, nel 2016 so­no tor­na­ti in­sie­me e han­noa­vu­to il ter­zo­fi­glio. ec­ce­zio­ne per even­ti fa­ta­li o si­tua­zio­ni do­lo­ro­se a cui si è vo­lon­ta­ria­men­te de­ci­so di por­re fi­ne, è de­le­te­rio su­bi­re la scon­fit­ta sen­za aver lot­ta­to. Spes­so que­sta guer­ra esi­ge anche il sa­cri­fi­cio dell’or­go­glio, ma ne va­le co­mun­que la pe­na.

Col tem­po le fe­ri­te smet­to­no di bruciare e la men­te ri­di­men­sio­na il va­lo­re del­le per­so­ne o del­le co­se per­du­te. Ma per te, De­bo­ra, ci so­no mol­ti se­gna­li in­co­rag­gian­ti. Al po­sto tuo com­pie­rei su­bi­to quel fa­ti­di­co pri­mo pas­so che for­se il tuo ex si ver­go­gna a fa­re. Chi ha te­sta e… gam­be (que­sta sei tu) cer­chi, te­le­fo­ni, scri­va. E in­si­sta sen­za mai fermarsi ame­tà stra­da. È il mi­glior con­si­glio per chi si ma­ce­ra nell’at­te­sa di un ri­tor­no, o do­po una li­te, o do­po una rot­tu­ra pre­ci­pi­to­sa. An­co­ra o mai più, den­tro o fuori: li­be­rar­si dall’in­cer­tez­za è sem­pre una vit­to­ria.

In boc­ca al lu­po!

La ma­dre del mio ra­gaz­zo tuo­na con­tro il bul­li­smo pe­rò non gli pia­ce che il figlio 16en­ne si fi­di del pros­si­mo, ve­da di tut­ti il la­to mi­glio­re, aiu­ti i com­pa­gni di scuo­la e si sia le­ga­toa­me, la “brut­ti­na” del­la clas­se. Non ti sem­bra in­coe­ren­za que­sta? Non do­vreb­be es­se­re or­go­glio­sa di un figlio anche mol­to intelligente, in­ve­ce di te­me­re che i lu­pi se lo man­gi­no?

Fran­ce­sca, e-mail L’in­coe­ren­za di que­sta ma­dre de­ri­va dall’es­se­re vit­ti­ma di un me­to­do cul­tu­ral-edu­ca­ti­vo del ma­schio, pur­trop­po an­co­ra pra­ti­ca­to da quei ge­ni­to­ri or­go­glio­si che fin da ado­le­scen­te il figlio sia con­si­de­ra­to lea­der, in­cu­ta ti­mo­re e fac­cia sfra­cel­lo di cuori. Un sin­ce­ro “in boc­ca al lu­po” a te e al tuo non co­mu­ne fi­dan­za­to.

De­pres­sio­ne “na­tu­ra­le”

26 an­ni, spo­sa­to da 2 e con un figlio di 3. I no­stri ge­ni­to­ri con­ti­nua­no ad aiu­tar­ci eco­no­mi­ca­men­te. Amo mia mo­glie­ma so­no stan­co, stres­sa­to, spes­so an­sio­so. È de­pres­sio­ne? De­vo cu­rar­mi? Mi­ke, An­co­na No. So­no le na­tu­ra­li rea­zio­ni di un 26en­ne con re­spon­sa­bi­li­tà e pro­ble­mi più gran­di di lui. L’uni­ca cu­ra è il tem­po.

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