Red Can­zian «Ho scon­fit­to il tu­mo­re»

«MI SO­NO OPE­RA­TO E DIE­CI GIOR­NI DO­PO ERO GIÀ IN TOUR », RAC­CON­TA IL CAN­TAN­TE E MU­SI­CI­STA, TRAI COACH DI ORA O MAI PIÙ .« I MALANNI MI PERSEGUITANO MAI O SO­NO PIÙ FOR­TE»

Oggi - - Sommario - di Dea Ver­na

Q «uan­do mi han­no det­to: hai un tu­mo­re al pol­mo­ne, dob­bia­mo ope­ra­re, il mio pri­mo pen­sie­ro è sta­to: “co­me ca­vo­lo fac­cio con la tour­née?”». Red Can­zian è un con­cen­tra­to di ot­ti­mi­smo e vi­ta­li­tà, im­pos­si­bi­le da abbattere. Ci ac­co­glie nel leg­gen­da­rio stu­dio Q, al­la pe­ri­fe­ria di Mi­la­no, che ha vi­sto na­sce­re i più gran­di suc­ces­si dei Pooh dal­la fi­ne de­gli An­ni 90. Men­tre sor­seg­gia un be­ve­ro­ne de­pu­ra­ti­vo al­le er­be ama­re, ci rac­con­ta le sue vi­cis­si­tu­di­ni. Che non l’han­no fer­ma­to: l’ex bas­si­sta dei Pooh è uno dei coach del ta­lent show di Rai 1 Ora o mai più, in cui a ri­met­ter­si in gioco so­no i can­tan­ti che han­no avu­to una so­la sta­gio­ne di suc­ces­so. In più, Red è pron­to a ri­par­ti­re con il tour esti­vo. Do­po San­re­mo, ha sco­per­to di ave­re un no­du­lo pe­ri­co­lo­so. Ep­pu­re è par­ti­to co­mun­que per il tour le­ga­to al suo ul­ti­mo al­bum, Te­sti­mo­ne del tem­po. «Ho det­to ai­me­di­ci: ave­te die­ci gior­ni. Ho de­ci­so un gio­ve­dì, il ve­ner­dì mi han­no ope­ra­to, do­po po­co più di una set­ti­ma­na ero a fa­re le pro­ve. I miei ami­ci mi chia­ma­no Iron man, Bio­nic man o sce­mo ( ri­de, ndr). Il mio ma­na­ger mi ha det­to: a 66 an­ni, do­po un’ope­ra­zio­ne co­sì, i tuoi coe­ta­nei stan­no un­me­se a ca­sa in ve­sta­glia e cia­bat­te a ve­de­re la tv. Tu sei in scar­pe da ten­nis e la te­le­vi­sio­ne la fai». Non è la pri­ma ope­ra­zio­ne che af­fron­ta... «Nel 2001 mi tol­si un neo. Do­po una set­ti­ma­na mi chia­ma­no: era un me­la­no­ma, dei più agres­si­vi, “non ar­ri­vi a Na­ta­le”. E in­ve­ce per 14 an­ni, do­po aver tol­to il lin­fo­no­do sen­ti­nel­la, non ho avu­to più pro­ble­mi.

Poi, nel 2015, mi so­no sen­ti­to­ma­le in al­ber­go. Per for­tu­na, il mio­ma­na­ger, che è an­che­me­di­co, ha ca­pi­to la gra­vi­tà del­la si­tua­zio­ne e mi ha por­ta­to all’ospe­da­le. Era un aneu­ri­sma al­la aor­ta, mi han­no ri­pre­so per i ca­pel­li. Du­ran­te l’in­ter­ven­to, i me­di­ci han­no no­ta­to qual­co­sa di pre­oc­cu­pan­te all’ascel­la: 32 lin­fo­no­di. E co­sì do­po un me­se, mi han­no rio­pe­ra­to».

Co­me la so­stie­ne la sua bel­la fa

mi­glia al­lar­ga­ta ( Red è spo­sa­to con Bea e ha una fi­glia, Chia­ra, dal­la pri­ma mo­glie a cui si ag­giun­ge Phil, fi­glio di lei, ndr)? «Io so­no sin­ce­ro e di­co tut­to, lo­ro so­no

for­ti. La co­sa più bel­la è sta­to an­da­re in tour tut­ti insieme: Chia­ra can­ta ed è splen­di­da, Phil è un mu­si­ci­sta in­cre­di­bi­le e spes­so ci rag­giun­ge­va an­che Bea. Non pos­so de­si­de­ra­re nien­te di più bel­lo». I suoi ex col­le­ghi dei Pooh le so­no sta­ti vi­ci­ni? «Tan­to, so­prat­tut­to Ro­by Fac­chi­net­ti a cui so­no mol­to le­ga­to». Con que­sta grin­ta e for­za d’ani­mo, che con­si­gli dà a Mar­co Ar­ma­ni, il can­tan­te che se­gue in Ora o mai più? «Ha bi­so­gno di es­se­re spro­na­to, è una per­so­na per­be­ne, ma de­ve al­za­re la te­sta e cre­de­re in se stes­so. Ca­spi­ta, can­ta be­nis­si­mo. Sa per­ché ho ac­cet­ta­to di par­te­ci­pa­re al pro­gram­ma?» Per­ché? «Il no­stro è un Pae­se sen­za me­mo­ria, non è pos­si­bi­le di­men­ti­ca­re gen­te che ha ven­du­to­mi­lio­ni di di­schi. Una vol­ta a Pa­ri­gi ho vi­sto i ma­ni­fe­sti dei con­cer­ti di Syl­vie Var­tan: die­ci sold out, or­che­stra di 40 ele­men­ti, spet­ta­co­lo mi­lio­na­rio. Ma co­sa ca­vo­lo ha fat­to Syl­vie Var­tan se non un pa­io di 45 gi­ri e poi spo­sar­si John­ny Hal­ly­day?». Ma qual è il se­gre­to per l’eter­no suc­ces­so? «De­vi ave­re la pas­sio­ne. Io mi sve­glio al mat­ti­no che non so­no an­co­ra le ot­to e non ve­do l’ora di an­da­re in stu­dio. Il no­stro è un me­stie­re im­pal­pa­bi­le. Stai 15 gior­ni al pia­no­for­te e so­lo l’ul­ti­mo gior­no scri­vi una bel­la can­zo­ne. E gli al­tri 14? Ero sem­pre io! Chi scri­ve una can­zo­ne è per­ché Dio gli ha sor­ri­so. E gli ha ispi­ra­to quel­le tre no­te che ti cam­bia­no la vi­ta». E ora quan­do la ri­ve­dre­mo dal vi­vo? «In esta­te gi­re­rò con due spet­ta­co­li, uno in cui can­to le can­zo­ni del mio al­bum. L’al­tro è un pro­get­to che mi di­ver­te: gi­ro con un’or­che­stra di 30 ele­men­ti, più un trio jazz e fac­cio il croo­ner, can­to an­che Frank Si­na­tra. È in­cre­di­bi­le che la gen­te, do­po aver­mi sen­ti­to ne­gli ul­ti­mi con­cer­ti, mi di­ca: «Ma hai una voce paz­ze­sca, non me l’aspettavo». Beh, se si stu­pi­sco­no che can­to be­ne, ne ho di stra­da da fa­re ( ri­de, ndr). È un­per­cor­so lun­go, in sa­li­ta, ma lo fac­cio vo­len­tie­ri».

CHE BEL­LA FA­MI­GLIA AL­LAR­GA­TA! So­pra, Red Can­zian, 66, con la mo­glie Bea­tri­ce Nie­der­wie­ser, 60. A de­stra, Red in tour con la fi­glia Chia­ra Can­zian, 28, e al­la bat­te­ria Phil Mer, 35, fi­glio di Bea­tri­ce.

In una foto ar­ti­sti­ca con i fi­gli­sul pal­co

È UN VEGANO CON­VIN­TO Il sor­ri­so di Red Can­zian. È un vegano con­vin­to: «Mi ha aiu­ta­to, se no non mi sa­rei ri­pre­so co­sì be­ne».

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