FUN­ZIO­NA VE­RA­MEN­TE IL 112, NU­ME­RO UNI­CO DI EMER­GEN­ZA?

Oggi - - Le Domande Di Oggi - MA­NUA­LE D’AT­TUA­LI­TÀ

C’è sta­to, dal­le par­ti di To­ri­no, un ca­so gra­ve, dal qua­le ab­bia­mo ca­pi­to che il pro­ble­ma del nu­me­ro d’emer­gen­za 112 non è an­co­ra del tut­to ri­sol­to.

Di che si trat­ta? A Or­bas­sa­no (To­ri­no), un si­gno­re di 81 an­ni è sta­to col­to da ic­tus. È ca­du­to per ter­ra, e si è fe­ri­to al pun­to da per­de­re san­gue. La fi­glia ha chia­ma­to il 112 e non ri­spon­de­va nes­su­no, si sen­ti­va la­mu­si­chet­ta. Era­no le 18.15 e fi­no al­le 19.02 nes­su­no dall’al­tra par­te ha sol­le­va­to la cor­net­ta. Più di tre quar­ti d’ora. L’uo­mo è ar­ri­va­to in ospe­da­le con mol­to ri­tar­do, e, quan­do scri­via­mo, è gra­vis­si­mo. L’ic­tus ri­chie­de di in­ter­ve­ni­re con la mas­si­ma ur­gen­za...

E co­me mai non ri­spon­de­va­no? Era una gior­na­ta di for­te piog­gia, la li­nea era in­ta­sa­ta per le de­ci­ne di al­la­ga­men­ti do­me­sti­ci. È il gua­io del nu­me­ro uni­co: di re­go­la, in una gran­de cit­tà (per esem­pio Ro­ma), ar­ri­va­no 350-400 chia­ma­te al gior­no. Ma d’esta­te, quan­do si mol­ti­pli­ca­no gli in­cen­di, i telefoni del 112 pos­so­no es­se­re as­sa­li­ti an­che 500 vol­te o ma­ga­ri 1.200 vol­te in un’ora. Stes­sa co­sa quan­do pio­ve mol­to: gli al­la­ga­men­ti, qual­che strut­tu­ra che ce­de sot­to il pe­so dell’ac­qua. Chia­ma­no tut­ti, e chia­ma­no tut­ti lì. Non sa­reb­be­me­glio ave­re un nu­me­ro per ogni ti­po di

pro­ble­ma? Il dot­tor Da­ni­lo Bo­no, un me­di­co che ha par­te­ci­pa­to al­la crea­zio­ne del 112 (e lo di­fen­de), ri­cor­da che un tem­po i nu­me­ri per chia­ma­re un’am­bu­lan­za era­no un mi­glia­io. Ades­so chia­ma­re il 112 è qua­si un au­to­ma­ti­smo. Ed è lo stes­so nu­me­ro in tut­ta Eu­ro­pa. Per­si­no se uno, in­fluen­za­to dal­la te­le­vi­sio­ne, chia­ma l’ame­ri­ca­no 911, la te­le­fo­na­ta vie­ne smi­sta­ta al 112. Quin­di co­mo­dis­si­mo: ri­spon­de un ope­ra­to­re che si fa spie­ga­re di che si trat­ta e poi col­le­ga l’uten­te al­la cen­tra­le di Po­li­zia o dei Ca­ra­bi­nie­ri o ai Vi­gi­li del fuo­co o al ser­vi­zio sa­ni­ta­rio. Ogni ope­ra­to­re ha sot­to gli oc­chi un elen­co di 32 ti­po­lo­gie di in­ter­ven­to. Qual­che vol­ta per­de tem­po a ca­pi­re qual è la strut­tu­ra a cui è me­glio ri­vol­ger­si. Qual­che al­tra è trop­po im­pe­gna­to e non ri­spon­de pro­prio.

Bi­so­gna au­men­ta­re il per­so­na­le? Se­con­do i sin­da­ca­ti sì. Sa­reb­be an­che im­por­tan­te, di­co­no, che a ri­spon­de­re al te­le­fo­no non fos­se­ro ci­vi­li ad­de­stra­ti sbri­ga­ti­va­men­te con cor­si di due me­si, ma pro­fes­sio­ni­sti dell’emer­gen­za, in gra­do di ca­pi­re su­bi­to quel che è me­glio fa­re. La fac­cen­da è tal­men­te se­ria che è sta­to or­ga­niz­za­to per il pros­si­mo feb­bra­io un con­ve­gno in­ter­for­ze, al­la fi­ne del qua­le ver­rà pro­dot­to uno stu­dio da sot­to­por­re ai po­li­ti­ci per­ché pren­da­no le de­ci­sio­ni ne­ces­sa­rie.

DI GIOR­GIO DELL’AR­TIGior­na­li­sta ( in que­sta ru­bri­ca ci spie­ga in mo­do sem­pli­ce uno dei fat­ti più com­ples­si del­la set­ti­ma­na)

IL PRI­MO CON­TAT­TO Una cen­tra­le ope­ra­ti­va del 112, nu­me­ro uni­co di emer­gen­za.

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