IL TOP IN­FLUEN­CER ITA­LIA­NO CHE HA CON­QUI­STA­TO IL MON­DO

Progress - - Progress - By Mar­ghe­ri­ta Pi­tua­no

Un no­me, Ma­ria­no Di Va­io, e poi una se­rie di nu­me­ri, 29 an­ni, più di sei milioni di se­gua­ci su In­sta­gram, tre milioni e mez­zo su Facebook, che già da so­li rac­con­ta­no una sto­ria, quel­la di un grande suc­ces­so, rag­giun­to in gio­va­ne età ma con im­pe­gno e pas­sio­ne co­stan­ti.

Di Va­io è con­si­de­ra­to og­gi un’ico­na di sti­le ed ele­gan­za ita­lia­na e uno dei nu­me­ri uno al mon­do nel set­to­re non­chè una fi­gu­ra di spic­co nel mon­do del­la co­mu­ni­ca­zio­ne e del­la mo­da.

Com’è ini­zia­ta la tua for­tu­na­tis­si­ma av­ven­tu­ra e co­me si è evo­lu­ta la tua car­rie­ra fi­no a og­gi?

Co­me tut­te le più grandi av­ven­tu­re, è ini­zia­ta co­me un gio­co: abi­ta­vo a New York e la­vo­ra­vo co­me modello per pa­gar­mi gli stu­di al­la NYFA in cui stu­dia­vo re­ci­ta­zio­ne. Esi­ste­va­no blog su qual­sia­si co­sa: ti di­ce­va­no in qua­li ri­sto­ran­ti an­da­re, le ca­me­re mi­glio­ri per al­log­gia­re, i mi­glio­ri ne­go­zi di mu­si­ca… ciò che man­ca­va era qual­cu­no che des­se consigli di mo­da street sty­le. Al­lo­ra ho fon­da­to

MDVS­ty­le, il mio blog. Col tem­po ho al­za­to l’asti­cel­la: se in­ter­pre­ta­vo i trend del­la sta­gio­ne, per­ché non po­te­vo crear­ne io stes­so? Da que­sto con­cept è na­to No­how, uno dei primi e-com­mer­ce ita­lia­ni con la pe­cu­lia­ri­tà di es­se­re an­che un’in­fluen­cer plat­form da più di 1,5 milioni di fol­lo­wers.

Sei l’uo­mo da più di 10 milioni di fol­lo­wer: qua­li sono i “se­gre­ti” di un in­fluen­cer di suc­ces­so?

Que­sta è una do­man­da fre­quen­te a cui non so ri­spon­de­re; pur­trop­po non ho grandi se­gre­ti. Tut­to è na­to, di­ver­si an­ni fa, in ma­nie­ra mol­to na­tu­ra­le.

C’è so­lo una grande ri­co­no­scen­za ver­so chi mi se­gue; sono per me una se­con­da fa­mi­glia. Può dar­si che quel­lo che sia­mo og­gi io ed al­tri col­le­ghi che sti­mo co­me Chia­ra – Fer­ra­gni, n.d.r. – sia do­vu­to an­che al fat­to che sia­mo sta­ti i primi se non gli an­ti­ci­pa­to­ri di un’im­por­tan­te mo­vi­men­to e ten­den­za che og­gi pa­dro­neg­gia il mercato mondiale del­la mo­da e non so­lo. L’uni­co con­si­glio che mi sen­to di da­re è quel­lo che poi va­le per tut­ti, ov­ve­ro, quel­lo di cre­sce­re man­te­nen­do vi­vi i prin­ci­pi ed i va­lo­ri che do­vreb­be­ro ac­com­pa­gnar­ci nel­la vi­ta di tut­ti i giorni. I più grandi suc­ces­si na­sco­no da grandi idee e dall’unio­ne di per­so­ne ca­pa­ci ed one­ste.

Qua­li sono i consigli di sti­le per l’uo­mo che vuo­le la­scia­re il se­gno da par­te di un trend set­ter

ap­prez­za­to co­me te?

In­dos­sa­re ca­pi con cui ci si sen­te a pro­prio agio è senz’al­tro uno step fon­da­men­ta­le: la self-con­fi­den­ce è l’uni­ca via per la­scia­re il se­gno. Per que­sto, è im­por­tan­te sen­tir­si a pro­prio agio con quel­lo che si in­dos­sa. Co­me? Se vuoi ini­zia­re a sen­tir­ti a pro­prio agio con un dop­pio­pet­to, ad esem­pio, puoi ini­zia­re ad in­dos­sar­lo nel­la tua comfort zo­ne, a ca­sa o con gli ami­ci, per poi in­dos­sar­lo in ma­nie­ra na­tu­ra­le in tut­te le oc­ca­sio­ni, sen­za sen­tir­ti un pe­sce fuor d’ac­qua. La si­cu­rez­za in sé è il pas­so fon­da­men­ta­le per la­scia­re il se­gno.

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