G&T SU YOU­TU­BE 14MILIONI DI UTEN­TI

Un fe­no­me­no di nar­ra­zio­ne sull’ac­cet­ta­zio­ne di sé stes­si at­tra­ver­so un lin­guag­gio glo­ba­le, som­mes­so, ma non trop­po.

QMagazine - - SOMMARIO -

Qal­co­sa di to­tal­men­te di­ver­so da tut­to quel­lo che ave­te vi­sto fi­no­ra nel­le se­rie gay. Que­sto è G&T la web se­rie che sta spo­po­lan­do nel mon­do in­cen­tra­ta su te­ma­ti­che d’amo­re, a tut­ti i li­vel­li, non so­lo gay. Na­sce dal ge­nio di Fran­ce­sco D’Ales­sio, che ne è an­che re­gi­sta e pro­ta­go­ni­sta. “An­ni fa gi­rai Gli ami­ci di Oscar per la tv, un pro­get­to di fic­tion a te­ma­ti­ca gay, il pri­mo in Ita­lia, che vin­se tan­ti pre­mi, ma al­la fi­ne non si concretizzo con una mes­sa in on­da re­go­la­re”. Fran­ce­sco non è di quei re­gi­sti che ado­ra­no il web e di­sde­gna­no la te­le­vi­sio­ne, ma cer­to You­Tu­be gli ha of­fer­to una pos­si­bi­li­tà im­me­dia­ta di in­ter­na­zio­na­liz­za­zio­ne che toc­ca vet­te enor­mi con 14 mi­lio­ni di con­nes­sio­ni to­ta­li.

“Cer­ti ri­sul­ta­ti mi han­no re­so un po’ con­tra­rio al­la tra­smis­sio­ne del­la se­rie in te­le­vi­sio­ne, ma­ga­ri ad ora­ri im­pro­po­ni­bi­li, per­ché que­sto è un pro­dot­to da tar­da not­te in Ita­lia, quin­di pre­fe­ri­sco que­sta di­men­sio­ne di con­di­vi­sio­ne so­cial, a me­no che ci sia una de­ci­sio­ne sull’ac­qui­sto del plot per una di­men­sio­ne so­vra­na­zio­na­le; in­som­ma sia­mo aper­ti a tut­to, ma con cau­te­la”. L’aspet­to straor­di­na­rio di que­sta web se­rie è il ti­po di per­so­ne che ne frui­sco­no, un tar­get di 30/35 an­ni che si iden­ti­fi ca per la mag­gior par­te ( co­me si de­du­ce dai com­men­ti) con il per­so­nag­gio di Tom­ma­so. “Que­sto non ac­cet­tar­si è il ful­cro del­la se­rie, non l’omo­ses­sua­li­tà”. “E so­prat­tut­to noi non vo­le­va­mo la so­li­ta se­rie con i gay mac­chiet­ta – af­fer­ma Fran­ce­sco – cre­do che i gay si sia­no stu­fa­ti di es­se­re ri­trat­ti co­me in Wil­ly e Gra­ce, o al­me­no sol­tan­to in que­sto mo­do”. “Il più gran­de or­go­glio per me è sta­to rag­giun­ge­re an­che un va­sto pub­bli­co ete­ro­ses­sua­le an­che gra­zie al per­so­nag­gio di Sa­ra, che su­pe­ra i mo­men­ti cri­ti­ci con la sua ec­ces­si­vi­tà, con il suo ci­ni­smo”. La di­stri­bu­zio­ne del film è il fe­no­me­no più im­por­tan­te: so­no sta­ti gli stes­si fan del­la se­rie a tra­dur­lo e sot­to­ti­to­lar­lo in di­ver­se lin­gue, so­no sta­te ela­bo­ra­te te­si di lau­rea so­cio­lo­gi­che sul fe­no­me­no. “So­no ri­ma­sto par­ti­co­lar­men­te com­mos­so – con­clu­de il re­gi­sta – dai no­stri fan in Rus­sia: so­no 150 e si riu­ni­sco­no di na­sco­sto, ve­do­no la nuo­va pun­ta­ta, e poi re­sta­no li a par­lar­ne”.

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