Che ma­lat­tia è la mo­no­nu­cleo­si? E co­me si cu­ra?

Starbene - - Attualità - Ri­spon­de il prof. FABRIZIO PREGLIASCO Vi­ro­lo­go pres­so il Di­par­ti­men­to Scien­ze bio­me­di­che per la sa­lu­te dell’Uni­ver­si­tà de­gli Stu­di di Mi­la­no

È un’in­fe­zio­ne mol­to dif­fu­sa (si cal­co­la che la con­trag­ga il 90% del­la po­po­la­zio­ne) ed è pro­vo­ca­ta da un virus her­pe­ti­co (l’Ep­stein Barr) che si trasmette con le goc­cio­li­ne di sa­li­va. Per que­sto è no­ta co­me “ma­lat­tia del bacio”, an­che se il con­ta­gio av­vie­ne so­prat­tut­to bevendo dal­lo stes­so bicchiere o dal­la stes­sa lattina. L’età di mag­gior in­ci­den­za è com­pre­sa tra 0 a 16 an­ni, ma se nei più pic­co­li l’in­fe­zio­ne è spes­so asin­to­ma­ti­ca, nei tee­na­ger pro­vo­ca stan­chez­za,

ma­les­se­re si­mil in­fluen­za­le, in­gros­sa­men­to del­le ton­sil­le, mal di go­la, au­men­to di vo­lu­me dei lin­fo­no­di del col­lo e, spes­so, an­che di quel­li del­le ascel­le e dell’in­gui­ne. Le cu­re ne­ces­sa­rie so­no ri­dot­te al mi­ni­mo: ser­ve so­prat­tut­to il ri­po­so, even­tual­men­te as­so­cia­to ad an­ti­pi­re­ti­ci per ab­bas­sa­re la feb­bre e a col­lu­to­ri per ri­dur­re il mal di go­la. L’in­fe­zio­ne vie­ne ri­sol­ta dal si­ste­ma im­mu­ni­ta­rio nel gi­ro di 15-30 gior­ni e, do­po la gua­ri­gio­ne, la­scia un’im­mu­ni­tà per­ma­nen­te. No­no­stan­te ciò, è uti­le qual­che ac­cor­tez­za an­che du­ran­te la con­va­le­scen­za: la mo­no­nu­cleo­si pro­vo­ca un au­men­to di vo­lu­me del­la mil­za, che di­ven­ta più fra­gi­le. Per que­sto, no agli sport che im­pli­ca­no con­tat­ti fi­si­ci (co­me cal­cet­to o ba­sket), per al­me­no un me­se do­po la gua­ri­gio­ne: i trau­mi pos­so­no pro­vo­car­ne la rot­tu­ra.

IL VIRUS SI TRASMETTE NON TAN­TO CON IL BACIO, QUAN­TO BEVENDO DAL­LO STES­SO BICCHIERE O DAL­LA STES­SA LATTINA.

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