BURC­KHARDT, ALIAS SCEIC­CO IBRA­HIM

Storica National Geographic - - Vita Quotidiana -

L’in­ci­sio­ne ri­trae lo sco­pri­to­re di Pe­tra, pro­fon­do co­no­sci­to­re dell’Islam, tra­ve­sti­to da de­vo­to mu­sul­ma­no per com­pie­re il suo viag­gio. Mu­seo della Ma­ri­na, Pa­ri­gi. tem­po si­no al 9000 a.C., da­ta della prima oc­cu­pa­zio­ne del luo­go. La Bib­bia chia­ma Edom la re­gio­ne in cui sor­se Pe­tra; lì si di­ce che gli edo­mi­ti era­no di­scen­den­ti di Esaù. Pro­ba­bil­men­te ap­par­te­ne­va­no a po­po­la­zio­ni se­mi­ti­che che, ver­so il XIII se­co­lo a.C., ir­rup­pe­ro da nord-est nell’area del Mar Mor­to e del gol­fo di Aqa­ba, vi­ci­no al qua­le si tro­va Pe­tra, e for­se si or­ga­niz­za­ro­no in una con­fe­de­ra­zio­ne di cit­tà in co­stan­te con­flit­to con gli ebrei. Mol­to più tar­di giun­se­ro i na­ba­tei, se­con­do la Bib­bia di­scen­den­ti da Ne­ba­io­th, pri­mo­ge­ni­to di Ismae­le. Dall’Ara­bia, que­sti no­ma­di e com­mer­cian­ti ar­ri­va­ro­no a Pe­tra ver­so il IV se­co­lo a.C., at­ti­ra­ti dall’ab­bon­dan­za d’ac­qua. Lì ini­zia­ro­no una vita stan­zia­le. Da esper­ti di in­ge­gne­ria idrau­li­ca, crea­ro­no un so­fi­sti­ca­to si­ste­ma di ba­ci­ni ar­ti­fi­cia­li e ca­na­liz­za­zio­ni. In que­sto mo­do, rac­co­glie­va­no l’ac­qua pio­va­na e di va­rie sor­gen­ti e la ri­di­stri­bui­va­no. Non è stra­no che la tra­di­zio­ne lo­ca­le col­lo­chi a Pe­tra il bra­no della Bib­bia nel qua­le Mo­sè fa sgor­ga­re ac­qua da una roc­cia, toc­can­do­la con il suo ba­sto­ne (Eso­do 17, 1-7); a quan­to si di­ce­va, l’an­gu­sta go­la del Siq, at­tra­ver­so la qua­le Burc­khardt era ar­ri­va­to a Pe­tra, si for­mò quan­do Mo­sè col­pì la roc­cia e nel­la mon­ta­gna si aprì una gi­gan­te­sca fen­di­tu­ra.

Il re­gno na­ba­teo pro­spe­rò con lo svi­lup­po del­le rot­te com­mer­cia­li che uni­va­no l’In­dia, la Per­sia e l’Ara­bia con la Me­so­po­ta­mia, l’Egit­to e la Fe­ni­cia. Que­sto ca­rat­te­re di cro­ce­via com­mer­cia­le fa­vo­rì Pe­tra e ne fe­ce il cen­tro dei ter­ri­to­ri na­ba­tei per cin­que se­co­li. Fi­le in­ter­mi­na­bi­li di dro­me­da­ri ca­ri­chi di spe­zie, se­te e in­cen­so at­tra­ver­sa­va­no la Si­ria e il re­gno na­ba­teo, che ave­va in Pe­tra la sua ca­pi­ta­le e una for­tez­za ine­spu­gna­bi­le. La po­si­zio­ne stra­te­gi­ca della cit­tà per­met­te­va ai na­ba­tei di do­mi­na­re la re­gio­ne: in cam­bio di un pe­dag­gio of­fri­va­no pro­te­zio­ne e al­log­gio ai com­mer­cian­ti, che lì tro­va­va­no ri­fu­gio,ci­bo e,so­prat­tut­to,ac­qua, il be­ne più pre­zio­so nel­le re­gio­ni de­ser­ti­che e che Pe­tra pos­se­de­va in ab­bon­dan­za.

De­ca­den­za e oblio

L’apo­geo del re­gno dei na­ba­tei cor­ri­spo­se agli ini­zi dell’Im­pe­ro ro­ma­no, all’epo­ca del re Are­ta IV, tra gli an­ni 9 a.C. e 40 d.C. Sem­bra mol­to

CARTOGRAFÍA: EOSGIS.COM

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