LA BELLEZZA FUGACE DELL’HANAMI

Storica National Geographic - - Vita Quotidiana -

Aoc­ci­den­ta­le, i cui mo­nu­men­ti si co­strui­va­no per du­ra­re eter­na­men­te, nel Giap­po­ne me­die­va­le l’ef­fi­me­ro di­ven­ne la con­di­zio­ne es­sen­zia­le della bellezza. Su que­sta con­vin­zio­ne si co­sti­tui­ro­no i va­lo­ri e la ba­se di un’este­ti­ca e di una spi­ri­tua­li­tà che sot­to mol­ti aspet­ti per­du­ra­no an­co­ra nel Giap­po­ne at­tua­le, in cui i fio­ri più ap­prez­za­ti so­no quel­li che me­no tem­po ri­man­go­no sui ra­mi. E co­sì, sin dal periodo Heian, tut­te le pri­ma­ve­re i giap­po­ne­si si riu­ni­sco­no sot­to gli al­be­ri di ci­lie­gio per am­mi­rar­ne la fio­ri­tu­ra, che du­ra so­la­men­te qual­che gior­no e rap­pre­sen­ta l’im­ma­gi­ne mi­glio­re della con­ce­zio­ne di bellezza fugace. È la fe­sta di Hanami, la “con­tem­pla­zio­ne dei fio­ri”, una tra­di­zio­ne che fu adot­ta­ta an­che dall’imperatore Sa­ga (786-842), la cui cor­te si riu­ni­va sot­to i ciliegi del pa­laz­zo imperiale.

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