IL TRA MORALE E PO­LI­TI­CA

Storica National Geographic - - Vita Quotidiana -

Il ter­mi­ne ji­had, che si­gni­fi­ca let­te­ral­men­te “sfor­zo”, ha due ac­ce­zio­ni: quel­la di co­rag­gio nell’es­se­re un buon mu­sul­ma­no e quel­la di guerra per l’Islam; la tra­di­zio­ne isla­mi­ca le de­fi­ni­sce ri­spet­ti­va­men­te co­me ji­had mag­gio­re e mi­no­re. La prima con­ce­zio­ne, sen­za dub­bio, è quel­la pre­va­len­te nel Co­ra­no. Si ri­te­ne­va an­che che il ji­had mi­no­re fos­se un do­ve­re il cui adem­pi­men­to da par-

te di po­chi esi­me­va il re­sto, tran­ne che nei mo­men­ti di mi­nac­cia. Nel con­te­sto del­le crociate, gli ideo­lo­gi del ji­had, so­prat­tut­to giu­ri­sti co­me al-Su­la­mi, ri­te­ne­va­no en­tram­be le no­zio­ni fon­da­men­ta­li e com­ple­men­ta­ri per af­fron­ta­re i cro­cia­ti. Era ne­ces­sa­rio che la co­mu­ni­tà fa­ces­se ri­cor­so al­le ar­mi contro l’in­fe­de­le, ma al­lo stes­so tem­po que­sto sfor­zo bel­li­co do­ve­va es­se­re accompagnato dal

ji­had mag­gio­re, del ri­spet­to e della pro­mo­zio­ne della leg­ge isla­mi­ca. Per que­sto, go­ver­nan­ti co­me Nur al-Din o Sa­la­di­no non si li­mi­ta­ro­no ad at­tac­ca­re i ter­ri­to­ri cristiani, ma fu­ro­no pro­ta­go­ni­sti an­che di mol­ti at­ti di pie­tà. Tut­ta­via, que­gli stes­si ideo­lo­gi con­tem­pla­va­no la pos­si­bi­li­tà di in­ter­rom­pe­re il ji­had e ne­go­zia­re con gli “in­fe­de­li”, av­va­len­do­si di con­cet­ti co­me quel­lo di ma­sla­ha o “in­te­res­se”.

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