LE ON­DA­TE RI­VO­LU­ZIO­NA­RIE

Storica NG Special - - Da prima pagina -

Le ri­vo­lu­zio­ni si ma­ni­fe­sta­no non ci­cli­ca­men­te, ma a on­da­te. Ciò si ve­ri­fi­ca pun­tual­men­te dal Me­dioe­vo a og­gi, se pen­sia­mo a quan­to ac­ca­de nel Vi­ci­no Orien­te e in Nor­da­fri­ca. Ma gli sto­ri­ci non so­no an­co­ra d’ac­cor­do (e for­se non lo sa­ran­no mai) su una que­stio­ne. Che co­sa in­ne­sca in un da­to mo­men­to sto­ri­co una ri­vo­lu­zio­ne? Non è so­lo un di­sa­gio so­cia­le, per­ché in mol­ti ca­si que­sto era pre­sen­te da tem­po nel­le na­zio­ni che so­no sta­te tea­tro di ri­vo­lu­zio­ni; de­ve es­ser­ci qual­co­sa in più. L’idea di al­cu­ni è che l’in­ne­sco sia cul­tu­ra­le: l’ar­ri­vo di un’on­da­ta – ap­pun­to – di nuo­ve con­sa­pe­vo­lez­ze da par­te dei cit­ta­di­ni di ogni clas­se so­cia­le, le qua­li sot­to­li­nea­no con for­za le con­trad­di­zio­ni tra un mo­del­lo idea­liz­za­to di Sta­to e la sua real­tà po­li­ti­ca: ciò ali­men­ta le op­po­si­zio­ni e, so­prat­tut­to, di­vi­de le éli­te che de­ten­go­no il po­te­re. Non c’è qua­si ri­vo­lu­zio­ne che sia sta­ta con­dot­ta sol­tan­to dal­le fa­sce più umi­li del po­po­lo ma, sem­pre, an­che da com­po­nen­ti di clas­si più ele­va­te (gli esem­pi so­no tan­ti: dal­la Ri­vo­lu­zio­ne in­gle­se del Sei­cen­to a quel­la fran­ce­se ai mo­ti ri­sor­gi­men­ta­li ita­lia­ni). Un’altra teo­ria è in­ve­ce eco­no­mi­ca: i suoi so­ste­ni­to­ri af­fer­ma­no co­me, dal Me­dioe­vo al XX se­co­lo, le gran­di ri­vo­lu­zio­ni sia­no av­ve­nu­te in con­co­mi­tan­za con im­pen­na­te dei prez­zi dei ge­ne­ri di pri­ma ne­ces­si­tà (gra­no). Un esem­pio? Le ri­vol­te con­ta­di­ne del Me­dioe­vo, il tu­mul­to di San Mar­ti­no del 1628 a Mi­la­no, rac­con­ta­to nei Pro­mes­si spo­si, i mo­ti di Mi­la­no del 1898 re­pres­si da Ba­va Bec­ca­ris. Men­tre in pe­rio­di di equi­li­brio dei mer­ca­ti (Ri­na­sci­men­to, Il­lu­mi­ni­smo, se­con­da me­tà dell’Ot­to­cen­to) non si so­no ve­ri­fi­ca­te. A ogni mo­do, sem­bra che ogni ri­vo­lu­zio­ne sia qual­co­sa di ine­vi­ta­bi­le: in un da­to mo­men­to un pro­fon­do cam­bia­men­to è nell’aria e la scin­til­la si ac­cen­de. Co­me ha det­to Jo­se­ph de Mai­stre, un pen­sa­to­re pe­ral­tro for­te­men­te an­ti­ri­vo­lu­zio­na­rio: “Non so­no gli uo­mi­ni che gui­da­no la ri­vo­lu­zio­ne, è la ri­vo­lu­zio­ne che gui­da gli uo­mi­ni”. Giorgio Rivieccio

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