UN CON­CI­LIO LUN­GO QUA­SI VENT’AN­NI

Storica NG Special - - Da prima pagina -

per que­sto, il Con­ci­lio di Tren­to, so­spe­so nel 1552, non ven­ne più ri­con­vo­ca­to per un de­cen­nio, fi­no al 18 gen­na­io del 1562. Inol­tre la com­pe­ten­za dei tri­bu­na­li in­qui­si­to­ria­li fu este­sa, ol­tre che al­la re­pres­sio­ne del­le ere­sie, ai rea­ti di be­stem­mia, so­do­mia e si­mo­nia. La “guer­ra spi­ri­tua­le” in­te­res­sò an­che gli Ebrei. Fu­ro­no or­di­na­te la con­fi­sca e la di­stru­zio­ne di tut­te le co­pie del Tal­mud, te­sto fon­da­men­ta­le dell’ebrai­smo, e nel 1555, a so­li due me­si dal­la sua ele­zio­ne, pro­prio Pao­lo IV or­di­nò, con la bol­la Cum Ni­mis Ab­sur­dum, la re­clu­sio­ne in ghet­ti de­gli Ebrei che vi­ve­va­no en­tro i con­fi­ni del­lo Sta­to Pon­ti­fi­cio. Se pos­si­bi­le, an­co­ra più in­fles­si­bi­le del Ca­ra­fa fu Pio V Ghi­sle­ri, pa­pa dal 1566 al 1572: “Ri­con­ci­liar­si mai: non mai pie­tà; ster­mi­na­te chi si sot­to­met­te, e ster­mi­na­te chi re­si­ste; per­se­gui­ta­te a oltranza, uc­ci­de­te, ar­de­te, tut­to va­da a fuo­co e a san­gue”. Co­sì scri­ve­va il

INDETTODAPAOLOIII NEL 1545 IN RI­SPO­STA AL­LA SFI­DA DI LU­TE­RO, IL CON­CI­LIO DI TREN­TO SI ARTICOLÒ IN TRE FA­SI: LA PRI­MA, INI­ZIA­TA IL 13 DI­CEM­BRE 1545, DU­RÒ QUAT­TRO AN­NI E SI SVOL­SE IN PAR­TE A TREN­TO E IN PAR­TE A BO­LO­GNA, DO­VE I VE­SCO­VI SI ERA­NO RI­FU­GIA­TI NEL 1547 PER TI­MO­RE DEL­LA PE­STE. AL TER­MI­NE DI QUE­STA PRI­MA FA­SE, NEL­LA QUA­LE FU­RO­NO AF­FRON­TA­TE LE MAG­GIO­RI QUE­STIO­NI TEO­LO­GI­CHE, IL CON­CI­LIO FU SO­SPE­SO A CAU­SA DEI CONTRASTI TRA PAO­LO III E L’IM­PE­RA­TO­RE CAR­LO V. RI­PRE­SE A TREN­TO NEL 1551, PER VO­LON­TÀ DI GIU­LIO III, MA LE GUER­RE DI RE­LI­GIO­NE SCOP­PIA­TE IN EU­RO­PA IM­PO­SE­RO PRE­STO (1552) UNA NUO­VA SO­SPEN­SIO­NE. IN­FI­NE NEL 1562, SOT­TO PIO IV, PRE­SE IL VIA L’UL­TI­MA FA­SE DEL CON­CI­LIO: I LA­VO­RI SI CON­CEN­TRA­RO­NO STA­VOL­TA SULL’OR­GA­NIZ­ZA­ZIO­NE IN­TER­NA DEL­LA CHIE­SA E FU­RO­NO DI­CHIA­RA­TI CHIU­SI IL 4 DI­CEM­BRE 1563, DO­PO LA XXV SES­SIO­NE. IL 30 GIU­GNO DEL 1564, CON LA BOL­LA Be­ne­dic­tus Deus, PIO IV AP­PRO­VA­VA I DE­CRE­TI CON­CI­LIA­RI E CREA­VA UNA COM­MIS­SIO­NE AP­PO­SI­TA PER VI­GI­LA­RE SUL­LA LO­RO COR­RET­TA AT­TUA­ZIO­NE.

La rior­ga­niz­za­zio­ne in­ter­na

pa­pa in una let­te­ra a Fi­lip­po II di Spa­gna. Tra i pon­ti­fi­ca­ti dei due gran­di in­qui­si­to­ri si col­lo­ca pe­rò la pa­ren­te­si mo­de­ra­ta di un al­tro mi­la­ne­se, Pio IV Me­di­ci (1559-1565), che nel 1562 ri­con­vo­cò a Tren­to il Con­ci­lio e lo por­tò a ter­mi­ne l’an­no se­guen­te. Ol­tre che di que­stio­ni teo­lo­gi­che, il Con­ci­lio, nel­la sua ul­ti­ma fa­se, si oc­cu­pò del­la di­sci­pli­na del cle­ro e dell’or­ga­niz­za­zio­ne in­ter­na del­la Chie­sa. In par­ti­co­la­re i ve­sco­vi riu­ni­ti a Tren­to procedettero al­la ri­for­ma del­le isti­tu­zio­ni pe­ri­fe­ri­che del­la Chie­sa, ov­ve­ro del­la re­te del­le dio­ce­si e del­le par­roc­chie. Ven­ne per esem­pio ri­ba­di­to il do­ve­re dei ve­sco­vi di ri­sie­de­re nel­le lo­ro se­di, co­sa tutt’al­tro che scon­ta­ta all’epo­ca, da­to che nel Ri­na­sci­men­to mol­to ra­ra­men­te il greg­ge ave­va avu­to il pri­vi­le­gio di co­no­sce­re il pro­prio pa­sto­re.

LA XXIII SES­SIO­NE DEL CON­CI­LIO DI TREN­TO, OLIO SU TE­LA AT­TRI­BUI­TO A PAO­LO FARINATI (1524-1606). LOU­VRE, PA­RI­GI.

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