IL SO­GNO IN­FRAN­TO DI EN­RI­CO V

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cac­cia­ta de­gli In­gle­si dal suo­lo fran­ce­se. Nel cor­so di ta­le lun­ghis­si­mo con­flit­to, pres­so il vil­lag­gio fran­ce­se di Azin­court (o Agin­court) eb­be luogo una bat­ta­glia en­tra­ta nel­la sto­ria per l’epilogo dav­ve­ro im­pre­ve­di­bi­le. Tut­to ini­ziò nell’ago­sto del 1415, quan­do il re d’In­ghil­ter­ra En­ri­co V Plan­ta­ge­ne­to, al co­man­do di un eser­ci­to di cir­ca 10.000 uo­mi­ni, at­tra­ver­sò la Manica per ri­ven­di­ca­re i suoi di­rit­ti su Aqui­ta­nia e Nor­man­dia. Sbar­ca­to nei pres­si di Le Havre, ri­sa­lì il cor­so del­la Sen­na in di­re­zio­ne di Pa­ri­gi, ma do­po al­cu­ne ini­zia­li vit­to­rie, an­che a cau­sa di una tre­men­da epi­de­mia che ave­va de­ci­ma­to il suo eser­ci­to, fu co­stret­to a or­di­na­re la ri­ti­ra­ta ver­so Ca­lais, al­lo­ra pos­se­di­men­to in­gle­se. Le trup­pe di En­ri­co V tut­ta­via, de­bi­li­ta­te dal­la ma­lat­tia e ral­len­ta­te dal­le pes­si­me con­di­zio­ni del tem­po, fi­ni­ro­no per ve­der­si ta­glia­ta la strada dal co­man­dan­te in ca­po dell’eser­ci­to

IL TRION­FO DI AZIN­COURT raf­for­zò il po­te­re di en­ri­co V in pa­tria, MA non gli con­se­gnò la co­ro­na di FRAN­CIA. cin­que an­ni più tar­di, nel 1420, egli fir­mò IL Trat­ta­to di Troyes, con il qua­le car­lo Vi di Fran­cia GLI con­ce­de­va in mo­glie sua fi­glia ca­te­ri­na di VA­LOIS, ri­co­no­scen­do­lo come le­git­ti­mo ere­de al trono. far­ne LE spe­se fu so­prat­tut­to CAR­LO Vii, il del­fi­no di Fran­cia. SEM­BRA­VA che, fi­nal­men­te, il so­gno di en­ri­co V fos­se a un pas­so dal rea­liz­zar­si, ma egli non po­té mai cin­ger­si del­la co­ro­na fran­ce­se: mo­rì per febbre tifoide nel 1422, a so­li 35 an­ni. PO­CO do­po mo­rì an­che car­lo Vi, e i suc­ces­so­ri dei due sovrani, en­ri­co Vi e car­lo Vii, ri­pre­se­ro a com­bat­ter­si per il trono di Fran­cia. la Guer­ra dei cent’an­ni, ini­zia­ta nel 1337, si sa­reb­be con­clu­sa solo nel 1453 quan­do l’eser­ci­to fran­ce­se, gra­zie an­che al con­tri­bu­to di Gio­van­na d’Ar­co, sa­reb­be riu­sci­to a scac­cia­re gli in­gle­si da tutti i ter­ri­to­ri con­ti­nen­ta­li oc­cu­pa­ti tranne ca­lais.

Afran­ce­se Char­les I D’Al­bret, che nel frat­tem­po era par­ti­to dal­la cit­tà nor­man­na di Rouen al co­man­do di un’ar­ma­ta di 40.000 uo­mi­ni. Per rag­giun­ge­re la sal­vez­za, gli 8.000 ar­ma­ti in­gle­si, la mag­gior par­te dei qua­li sem­pli­ci ar­cie­ri, fu­ro­no co­sì co­stret­ti ad af­fron­ta­re un eser­ci­to as­sai più nu­me­ro­so, for­te del­la te­mu­tissi­ma ca­val­le­ria pe­san­te fran­ce­se. Ma quel­la stes­sa piog­gia che ave­va im­pe­di­to agli In­gle­si di rag­giun­ge­re in tem­po Ca­lais, fe­ce poi la lo­ro fortuna. Il 25 ottobre del 1415, i due schie­ra­men­ti si af­fron­ta­ro­no nei pres­si di Azin­court, cir­ca 70 chi­lo­me­tri a sud di Ca­lais, su una sot­ti­le stri­scia di ter­re­no col­ti­va­to co­steg­gia­ta da una fit­ta bo­sca­glia: i cam­pi, ara­ti di recente e in­zup­pa­ti dal­le for­ti piog­ge dei gior­ni pre­ce­den­ti, si era­no tra­sfor­ma­ti in un’im­men­sa palude di fan­go, che nel mo­men­to de­ci­si­vo del­la bat­ta­glia si ri­ve­lò la mi­glior al­lea­ta del­le trup­pe in­gle­si.

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