CON­TRO I COSPIRATORI

Una Vio­len­ta per­se­cU­zio­ne Dei paz­zi e Dei lo­ro al­lea­ti, Mas­sa­cra­nDo­li

Storica NG Special - - Speciale storika -

Ria­rio in­ten­de­va con­qui­sta­re la con­tea di Imo­la. Al­la fi­ne dell’an­no suc­ces­si­vo Si­sto IV, che ave­va or­mai de­ci­so di fa­re a me­no dei Me­di­ci co­me suoi ban­chie­ri di ri­fe­ri­men­to, tol­se lo­ro il mo­no­po­lio del com­mer­cio di al­lu­me, in­so­sti­tui­bi­le fis­san­te per la tin­tu­ra dei pan­ni usa­to nell’in­du­stria tes­si­le, tan­to im­por­tan­te per l’eco­no­mia del­la cit­tà, e lo af­fi­dò ai Paz­zi. Que­sta de­ci­sio­ne si ri­per­cos­se an­che sul­le nu­me­ro­se at­ti­vi­tà che le due fa­mi­glie ave­va­no fuo­ri cit­tà, e per­si­no fuo­ri dall’Ita­lia, co­me a Bru­ges o Barcellona. L’al­tra cau­sa sca­te­nan­te dell’in­quie­tu­di­ne dei Me­di­ci fu, nell’ot­to­bre di quell’an­no, la no­mi­na di Fran­ce­sco Sal­via­ti, uo­mo mol­to vi­ci­no al­la fa­mi­glia dei Paz­zi, ad ar­ci­ve­sco­vo di Pi­sa: un pas­sag­gio ob­bli­ga­to per ot­te­ne­re la mi­tria car­di­na­li­zia di Fi­ren­ze (a Fran­ce­sco Sal­via­ti i Me­di­ci ave­va­no pre­fe­ri­to Ri­nal­do Or­si­ni per la cat­te­dra ar­ci­ve­sco­vi­le fio­ren­ti­na). LA PER­SE­CU­ZIO­NE CON­TRO I PAZ­ZI FU IM­PIE­TO­SA E IM­PLA­CA­BI­LE. TUT­TI I LO­RO BE­NI FU­RO­NO E AI SO­PRAV­VIS­SU­TI DEL­LA DI­NA­STIA CHE NON SU­BI­RO­NO L’ESI­LIO VEN­NE IM­PO­STO DI CAM­BIA­RE IL NO­ME FA­MI­LIA­RE E LO STEM­MA ARAL­DI­CO. JA­CO­PO DE’ PAZ­ZI VEN­NE IN­CAR­CE­RA­TO PER UN GIOR­NO, SU­BI­TO DO­PO LA FAL­LI­TA CON­GIU­RA, GIU­DI­CA­TO E IM­PIC­CA­TO A UNA FI­NE­STRA. IL SUO CA­DA­VE­RE, CHE SI SAL­VÒ DALL’ES­SE­RE SMEM­BRA­TO DAL­LA FOL­LA, FU SE­POL­TO NEL­LA CAP­PEL­LA DI FA­MI­GLIA DEL CON­VEN­TO DI SAN­TA CRO­CE, MA AL­CU­NI DIF­FU­SE­RO LA VO­CE CHE JA­CO­PO ERA STA­TO UN EM­PIO E PO­CHI GIOR­NI DO­PO LA FOL­LA LO E LO FE­CE INUMARE IN TER­RA SCON­SA­CRA­TA. DUE GIOR­NI DO­PO AL­CU­NI GIO­VA­NI LO DISSEPPELLIRONO NUO­VA­MEN­TE E POR­TA­RO­NO IN GI­RO PER LA CIT­TÀ DEL GI­GLIO I SUOI RE­STI, TRA GLI IN­SUL­TI E GLI SCHERNI, E IN­FI­NE LO NELL’AR­NO. Il Ma­gni­fi­co e l’in­te­ra cit­tà si op­po­se­ro co­mun­que al­la de­si­gna­zio­ne, su­sci­tan­do mol­ta ir­ri­ta­zio­ne in pa­pa Si­sto IV che, fu­ri­bon­do, mi­nac­ciò di sco­mu­ni­ca Lo­ren­zo de’ Me­di­ci e co­lo­ro che lo ap­pog­gia­va­no.

Tem­po di rap­pre­sa­glie

In que­sto cli­ma ar­ro­ven­ta­to si in­ne­stò la con­giu­ra del 1478. Que­st’ul­ti­ma mi­se in lu­ce tut­te le ten­sio­ni fra le prin­ci­pa­li fa­zio­ni po­li­ti­che del­la Cit­tà del Gi­glio. Non fu la pri­ma cri­si con que­ste ca­rat­te­ri­sti­che nel­la sto­ria del­la cit­tà, ma di cer­to fu la più gra­ve. Si trat­ta­va di ca­pi­re se una so­la fa­mi­glia avreb­be pre­so le re­di­ni del go­ver­no in for­ma esclu­si­va, in­stau­ran­do un prin­ci­pa­to. Do­po il 26 apri­le 1478, non ri­ma­se più al­cun dub­bio al ri­guar­do. Non so­lo per­ché la con­giu­ra era fal­li­ta, ma an­che per­ché i Me­di­ci at­tua­ro­no una fe­ro­ce re­pres­sio­ne con­tro la

IL COR­PO DI JA­CO­PO DE’ PAZ­ZI VIE­NE DIS­SOT­TER­RA­TO DAL PO­PO­LO. DI­PIN­TO DI ODOAR­DO BOR­RA­NI, 1864. MU­SEO D’AR­TE MO­DER­NA, FI­REN­ZE. MA­DON­NA DI CA­SA PAZ­ZI, AF­FRE­SCO DI AN­DREA DEL CA­STA­GNO (1443). I FI­GLI DI AN­DREA PAZ­ZI SO­NO AI LA­TI DEL­LA MA­DON­NA. UF­FI­ZI, FI­REN­ZE.

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