MES­SAG­GI A DI­STAN­ZA IN TEM­PO REA­LE

Storica NG Special - - Speciale storika -

LA SBA­LOR­DI­TI­VA IN­VEN­ZIO­NE del te­le­gra­fo non so­lo po­ten­ziò enor­me­men­te le pos­si­bi­li­tà dell’uo­mo di co­mu­ni­ca­re a di­stan­za, ma cam­biò il vol­to stes­so del pia­ne­ta. Quan­do en­trò in sce­na per la pri­ma vol­ta nel 1837, nes­su­no po­te­va im­ma­gi­na­re che, di lì a po­chi de­cen­ni, sa­reb­be sta­to pos­si­bi­le in­via­re e ri­ce­ve­re mes­sag­gi da un ca­po all’al­tro del­la Ter­ra qua­si in tem­po rea­le. Una ri­vo­lu­zio­ne di por­ta­ta epo­ca­le, che tra­sfor­mò per la pri­ma vol­ta il mon­do in un “vil­lag­gio glo­ba­le”. Pro­prio la con­sa­pe­vo­lez­za del va­lo­re im­men­so del­la nuo­va sco­per­ta fe­ce sì che ovun­que in Eu­ro­pa, tra il 1840 e il 1860, si mol­ti­pli­cas­se­ro le li­nee te­le­gra­fi­che. Un processo che pro­se­guì fi­no all’ini­zio del nuo­vo se­co­lo quan­do, gra­zie a Gu­gliel­mo Mar­co­ni, fu mes­so a pun­to il te­le­gra­fo sen­za fi­li.

IL CO­DI­CE MOR­SE FU IDEA­TO DALL’OMO­NI­MO IN­VEN­TO­RE STA­TU­NI­TEN­SE IN COL­LA­BO­RA­ZIO­NE CON IL SUO AS­SI­STEN­TE TEC­NI­CO AL­FRED VAIL. OGNI LET­TE­RA DELL’AL­FA­BE­TO COR­RI­SPON­DE­VA A UNA SE­QUEN­ZA DI­VER­SA DI LI­NEE E DI PUN­TI, TRA­SMES­SI TRA­MI­TE SE­GNA­LI TELEGRAFICI DI MAG­GIO­RE O MI­NO­RE DU­RA­TA.

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