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IMENTICATE quan­to sa­pe­te sul­le ga­re di ci­cli­smo. Gi­ro e Tour, in que­sto ca­so, non c’en­tra­no nul­la. Qui si par­la di scat­to fis­so, di «fi­xed» co­me di­co­no al di là dell’ocea­no do­ve la Red Hook Crit è na­ta. Bi­ci­clet­te sen­za fre­ni, na­te per per­met­te­re ai bi­ke

Style - - La Lettura -

COM’È NA­TA LA GA­RA. L’idea di met­te­re in­sie­me sport, mes­sen­ger, fi­xed e hip­ster è ve­nu­ta a un cer­to Da­vid Trim­ble, un ra­gaz­zo che per fe­steg­gia­re il suo 20esi­mo com­plean­no ha or­ga­niz­za­to una ga­ra tra ami­ci con bi­ci­clet­te scat­to fis­so, in un cir­cui­to im­prov­vi­sa­to nel­la zo­na por­tua­le di Red Hook a Broo­klyn. Tut­to sen­za per­mes­si, ma sa­rà il fa­sci­no del­la lo­ca­tion, sa­rà il di­ver­ti­men­to di cor­re­re in una com­pe­ti­zio­ne abu­si­va ed ec­co che la vo­ce si è spar­sa in fret­ta e ha at­ti­ra­to tut­ti quel­li che in bi­ci si pro­cu­ra­no da vi­ve­re. I pri­mi ve­ri ri­der so­no in­fat­ti i mes­sen­ger, che fi­no ad al­lo­ra cor­re­va­no uni­ca­men­te le «al­ley­cat», ov­ve­ro le ga­re a cro­no­me­tro abu­si­ve or­ga­niz­za­te sui so­cial, il cui tra­git­to vie­ne re­so no­to ai di­ret­ti in­te­res­sa­ti so­lo all’ul­ti­mo mi­nu­to, per non es­se­re in­ter­cet­ta­ti in tem­po dal­la po­li­zia. Una vol­ta sco­per­to il cir­cui­to, pe­rò, an­che lo­ro se ne so­no in­na­mo­ra­ti, di­ven­tan­do te­sti­mo­nial di un mo­vi­men­to di spor­ti­vi di­ver­si,

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