Or­so To­sco Il pri­mo ro­man­zo? Per «esor­ciz­za­re un lut­to». Pur sen­za riu­scir­ci S

I FA CHIA­MA­RE Or­so (sal­tan­do il pri­mo no­me, Ja­co­po) e vie­ne dal Po­nen­te li­gu­re; na­to al­la vi­gi­lia del Na­ta­le 1982, ama nuo­ta­re spian­do i pesci e be­re (non l’ac­qua di ma­re). Per il mo­men­to ge­sti­sce una ca­sa va­can­ze in­sie­me al­la ma­dre e al­la bas­sot­ta Gil­da.

Style - - Our Times -

Watt, Ca­dil­lac, Na­zio­ne Indiana. Mi piac­cio­no si­mi­li ri­vi­ste, per­ché si pos­so­no sco­pri­re nuo­ve vo­ci in­te­res­san­ti e con un rac­con­to bre­ve ci si può per­met­te­re il lus­so di ri­schia­re. Da ra­gaz­zo so­no ri­ma­sto fol­go­ra­to da Louis-fer­di­nand Cé­li­ne, poi da Sa­muel Bec­kett: non ho mai tro­va­to chi co­me lui rie­sce a es­se­re co­sì di­spe­ra­to e di­ver­ten­te in­sie­me. Nel mio ro­man­zo ci so­no echi di Cor­mac Mccar­thy e Di­no Buz­za­ti».

Ac­can­to. «Do­po die­ci an­ni so­no tor­na­to a ca­sa ad aiu­ta­re mia ma­dre con la ma­lat­tia e la mor­te di mio pa­dre. Ho ini­zia­to il ro­man­zo, Aspet­tan­do i nau­fra­ghi per il­lu­der­mi di pas­sa­re an­co­ra del tem­po con lui ed esor­ciz­za­re il do­lo­re; non ci so­no riu­sci­to del tutto. Man­da­vo un ca­pi­to­lo al­la vol­ta al mio edi­tor Ales­san­dro Ga­zo­ia, che mi è sta­to mol­to ac­can­to, in­ter­ve­nen­do sem­pre con ri­spet­to».

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