Di­gi­ta­le, istru­zio­ni per l’uso

Pre­sen­ta­ta a Ri­mi­ni la quar­ta edi­zio­ne dell’Os­ser­va­to­rio In­no­va­zio­ne del Po­li­tec­ni­co di Mi­la­no

TTG Italia - - Primo Piano -

Ol­tre un­di­ci mi­liar­di di eu­ro su in to­ta­le di 55, or­mai pra­ti­ca­men­te il 20 per cen­to del to­ta­le del mer­ca­to del tu­ri­smo in Ita­lia; ma so­prat­tut­to con un tas­so di cre­sci­ta tri­plo ri­spet­to a quel­lo tra­di­zio­na­le. È que­sta la fo­to­gra­fia del tu­ri­smo di­gi­ta­le scat­ta­ta dall’Os­ser­va­to­rio In­no­va­zio­ne di­gi­ta­le nel tu­ri­smo del­la School of ma­na­ge­ment del Po­li­tec­ni­co di Mi­la­no, giun­to al­la quar­ta edi­zio­ne e pre­sen­ta­to al pub­bli­co nel cor­so dell’ul­ti­ma edi­zio­ne di TTG In­con­tri.

Un com­par­to re­du­ce da un 2017 po­si­ti­vo, co­me di­mo­stra il +4 per cen­to del fat­tu­ra­to com­ples­si­vo, ma che tro­va la sua mag­gio­re vi­ta­li­tà pro­prio nel seg­men­to do­ve do­mi­na l’in­no­va­zio­ne e do­ve il gi­ro d’af­fa­ri au­men­ta del 9 per cen­to.“Per gli at­to­ri del si­ste­ma di of­fer­ta è quin­di un mo­men­to pro­pi­zio per co­strui­re quel­le re­ti di­gi­ta­li - ha spie­ga­to il di­ret­to­re dell’Os­ser­va­to­rio Fi­lip­po Ren­ga - che pos­so­no con­sen­ti­re di ap­pro­fit­ta­re di una pe­sca più ric­ca che in pas­sa­to: big da­ta ana­ly­tics, in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le e real­tà au­men­ta­ta di­ven­te­ran­no sem­pre più cen­tra­li e la ve­lo­ci­tà con cui si sa­pran­no com­pren­de­re e sfrut­ta­re que­sti nuo­vi fe­no­me­ni sta­bi­li­rà chi su­bi­rà l’in­no­va­zio­ne ri­spet­to a chi riu­sci­rà a dar­si un ruo­lo sul mer­ca­to”. Ma co­me ha im­pat­ta­to nei di­ver­si am­bi­ti que­sta cre­sci­ta?

La di­stri­bu­zio­ne

Lo stu­dio ha fat­to emer­ge­re in ma­nie­ra chia­ra che an­che per le agen­zie il di­gi­ta­le rap­pre­sen­ta una gran­de op­por­tu­ni­tà.“L’88 per cen­to del­le agen­zie ha in­tro­dot­to al­me­no una in­no­va­zio­ne ne­gli ul­ti­mi due an­ni - ha ag­giun­to Ren­ga -. Cre­sce la con­sa­pe­vo­lez­za che il van­tag­gio com­pe­ti­ti­vo, an­che do­po il com­ple­to af­fer­mar­si del di­gi­ta­le, si gio­che­rà sem­pre più sul­la crea­zio­ne di un le­ga­me di fi­du­cia tra agen­te e viag­gia­to­re (42 per cen­to), la ca­pa­ci­tà di for­ni­re sup­por­to nell’or­ga­niz­za­zio­ne di iti­ne­ra­ri com­ples­si (50 per cen­to) e di for­ni­re as­si­sten­za in tut­te le fa­si del viag­gio (47 per cen­to)”.

I tra­spor­ti

Ae­rei, tre­ni e au­to­no­leg­gio con­ti­nua­no a fa­re la par­te del leo­ne nel seg­men­to del tu­ri­smo di­gi­ta­le, con il 73 per cen­to del to­ta­le del­la fet­ta da 11 mi­liar­di di eu­ro. Con un in­cre­men­to di 8 pun­ti per­cen­tua­li an­no su an­no. “All’in­ter­no dei tra­spor­ti - ri­le­va l’Os­ser­va­to­rio - non cam­bia di mol­to la sud­di­vi­sio­ne tra i di­ver­si mez­zi (78 per cen­to ae­reo, 19 per cen­to tre­no, re­si­dua­le il re­sto; nel 2016 era­no ri­spet­ti­va­men­te 79 e 17 per cen­to), ma si ini­zia­no a ve­de­re i ri­sul­ta­ti dei for­ti in­ve­sti­men­ti da par­te de­gli ope­ra­to­ri del tra­spor­to di­ver­si da quel­lo ae­reo, ed in par­ti­co­lar mo­do sui tre­ni.

Il ri­cet­ti­vo

Per il com­par­to al­ber­ghie­ro il 2017 si sta svi­lup­pan­do sot­to il se­gno del­la cre­sci­ta a dop­pia ci­fra (+10 per cen­to per l’esat­tez­za), an­che se la quo­ta di mer­ca­to sul to­ta­le si fer­ma a 15 pun­ti per­cen­tua­li. Ma l’an­no in cor­so sta met­ten­do in lu­ce un al­tro im­por­tan­te aspet­to le­ga­to al set­to­re:la quo­ta di mer­ca­to stret­ta­men­te le­ga­ta all’al­ber­ghie­ro tra­di­zio­na­le è ar­re­tra­ta di 9 pun­ti per­cen­tua­li, scen­den­do al 61 per cen­to.Si trat­ta dell’ef­fet­to de­ter­mi­na­to dall’inar­re­sta­bi­le, al­me­no per ora, avan­za­ta del­le piat­ta­for­me del­la sha­ring eco­no­my,che da so­le han­no rag­giun­to un quin­to del mer­ca­to di­gi­ta­le del­le strut­tu­re ri­cet­ti­ve.

I pac­chet­ti

Fa­na­li­no di co­da del tu­ri­smo di­gi­ta­le il set­to­re che da sem­pre rap­pre­sen­ta l’ul­ti­ma voce,va­le a di­re quel­lo dei pac­chet­ti di viag­gio nel­le lo­ro mol­te­pli­ci for­me. Ma an­che in que­sto con­te­sto qual­co­sa sta cam­bian­do in ma­nie­ra im­por­tan­te. E lo di­mo­stra­no le ci­fre: il vo­lu­me d’af­fa­ri del 2017 ha su­bi­to un’im­pen­na­ta di 15 pun­ti per­cen­tua­li, il da­to pù al­to in as­so­lu­to.

L’iden­ti­kit

La­scia­te da par­te le ci­fre, re­sta la do­man­da prin­ci­pa­le: chi è il tu­ri­sta di­gi­ta­le ita­lia­no? Se­con­do l’Os­ser­va­to­rio, que­sto fa zap­ping nel web tra i ca­na­li più di­ver­si, ma in al­cu­ni ca­si fa an­che uno ‘swit­ch’ tra on­li­ne e of­fli­ne.Non esi­ste più,in­fat­ti,una ca­te­go­ria omo­ge­nea, ma ma­cro­clas­si di viag­gia­to­ri. Da un la­to ci so­no i ‘vo­ra­ci’ di­gi­ta­li, che usa­no il web co­me un mar­ket­pla­ce in cui l’ac­qui­sto di un pro­dot­to di viag­gio trai­na quel­lo di al­tri; dall’al­tro ci so­no i ‘se­let­ti­vi’ di­gi­ta­li che pre­no­ta­no più sot­to da­ta e uti­liz­za­no la re­te in mo­do me­no in­ten­so.

Que­sta do­man­da sem­pre più esi­gen­te spin­ge gran­di player e pic­co­li ope­ra­to­ri a svi­lup­pa­re una mul­ti­ca­na­li­tà mi­ra­ta. I cam­bia­men­ti av­ven­go­no in un con­te­sto do­ve “più le strut­tu­re e i t.o. sa­ran­no in gra­do di ge­sti­re la re­la­zio­ne on­li­ne con il clien­te at­tra­ver­so stru­men­ti di­gi­ta­li ha con­clu­so il di­ret­to­re dell’Os­ser­va­to­rio, Eleo­no­ra Lo­ren­zi­ni -, più au­men­te­ran­no pre­no­ta­zio­ni, ac­qui­sti e fat­tu­ra­ti”.

La qua­si to­ta­li­tà de­gli at­to­ri del­la di­stri­bu­zio­ne ne­gli ul­ti­mi due an­ni ha in­tro­dot­to al­me­no un’in­no­va­zio­ne e qua­si la me­tà ha in­cre­men­ta­to il fat­tu­ra­to con stru­men­ti di­gi­ta­li per pro­mo­zio­ne e cu­sto­mer ca­re Co­sa cer­ca­no i tu­ri­sti di­gi­ta­li, co­sa pre­no­ta­no prin­ci­pal­men­te? La pri­ma voce in as­so­lu­to ri­guar­da la ristorazione, che con il pas­sa­re del tempo ri­ve­ste un ruo­lo sem­pre più im­por­tan­te nel con­te­sto del tu­ri­smo on­li­ne Lo stu­dio Po­li­mi ha se­pa­ra­to in due ca­te­go­rie i viag­gia­to­ri di­gi­ta­li: me­no del­la me­tà en­tra nel­la se­zio­ne ‘vo­ra­ci’, ma so­no quel­li che spen­do­no di più, fan­no mag­gior uso del mo­bi­le e pre­no­ta­no con più an­ti­ci­po

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