OS­SER­VA­TO­RIO BU­SI­NESS TRA­VEL 2015

Viag­gi, fat­tu­ra­to e sod­di­sfa­zio­ne dei clien­ti del tu­ri­smo dʼaffa­ri italiano nel 2014

Turismo d'Affari - - DA PRIMA PAGINA -

Il 2014 è sta­to un an­no di cre­sci­ta per l’economia glo­ba­le e il com­mer­cio in­ter­na­zio­na­le, sep­pur e con di­na­mi­che ral­len­ta­te ri­spet­to agli an­ni pas­sa­ti. In Eu­ro­pa le pro­spet­ti­ve di ri­pre­sa so­no ri­ma­ste de­bo­li e in Ita­lia l’at­ti­vi­tà eco­no­mi­ca è au­men­ta­ta me­no che in Fran­cia e in Ger­ma­nia. È tut­ta­via ri­ma­sta for­te la pro­pen­sio­ne a in­ve­sti­re all’este­ro del­le no­stre mul­ti­na­zio­na­li, so­prat­tut­to del ter­zia­rio. In que­sto qua­dro, i viag­gi d’affari del­le im­pre­se ita­lia­ne cre­sco­no del 3,1%, so­prat­tut­to gra­zie al mer­ca­to eu­ro­peo (+5,2%) an­che se a sor­pren­de­re è il +2,5% del mer­ca­to na­zio­na­le per­ché in­ver­te una pro­lun­ga­ta fa­se di con­tra­zio­ne. Sul pia­no geo­gra­fi­co spic­ca­no le per­for­man­ce di Re­gno Uni­to, Sta­ti Uni­ti e Ci­na, ma i flus­si d’affari si stan­no spo­stan­do dal­le de­sti­na­zio­ni tra­di­zio­na­li a Pae­si li­mi­tro­fi, do­ve si cer­ca­no con­di­zio­ni an­co­ra più com­pe­ti­ti­ve. Sul pia­no set­to­ria­le cre­sco­no so­prat­tut­to le tra­sfer­te del seg­men­to ter­zia­rio che, con una cre­sci­ta del 4,6% più che com­pen­sa la di­na­mi­ca ne­ga­ti­va re­gi­stra­ta nel ma­ni­fat­tu­rie­ro (-0,8%). Tor­na a sa­li­re la du­ra­ta me­dia dei viag­gi d’affari del­le im­pre­se ita­lia­ne. Gli “uf­fi­ci viag­gi” han­no tro­va­to con­ve­nien­te/ne­ces­sa­rio pro­lun­ga­re i sog­gior­ni in­ter­con­ti­nen­ta­li ma gra­zie allo svi­lup­po di op­por­tu­ni­tà di tra­spor­to low co­st han­no an­che po­tu­to ge­sti­re mol­te tra­sfer­te na­zio­na­li ed eu­ro­pee ri­du­cen­do il nu­me­ro di per­not­ta­men­ti. Il qua­dro ge­ne­ra­le è de­ter­mi­na­to prin­ci­pal­men­te da quan­to av­vie­ne nel ter­zia­rio, do­ve l’im­por­tan­te pro­gres­so del­le tra­sfer­te con uno o due per­not­ta­men­ti (+5,4%) si le­ga al­la for­te cre­sci­ta del­le tra­sfer­te in Eu­ro­pa. An­che se l’au­to­mo­bi­le ri­ma­ne il mez­zo pre­fe­ri­to dai bu­si­ness tra­vel­ler (46,4%) nel 2014 è il treno il mez­zo di tra­spor­to che fa re­gi­stra­re la mi­glio­re per­for­man­ce (+5,8%) so­prat­tut­to gra­zie ai pro­gres­si nell’uti­liz­zo del­le trat­te ad al­ta ve­lo­ci­tà. L’in­cre­men­to di questi due mez­zi di tra­spor­to ha ero­so quo­te di mer­ca­to all’ae­reo sul mer­ca­to na­zio­na­le. Il 18% dei bi­gliet­ti al­ta ve­lo­ci­tà so­no ac­qui­sta­ti con ta­rif­fe non mo­di­fi­ca­bi­li (su­pe­re­co­no­my o low co­st). Di­ver­se azien­de han­no evi­den­zia­to la ne­ces­si­tà di una bu­si­ness tra­vel in­tel­li­gen­ce per in­da­ga­re la convenienza di ta­li ta­rif­fe. Do­po an­ni di con­tra­zio­ne ri­tor­na in cre­sci­ta il seg­men­to Mi­ce (10%). La di­na­mi­ca ha un ri­lie­vo par­ti­co­la­re per­ché in­ve­sti­re nell’in­no­va­zio­ne e nel ca­pi­ta­le umano rap­pre­sen­ta spes­so un pas­sag­gio che anticipa, o ac­ce­le­ra, l’usci­ta dai pe­rio­di di re­ces­sio­ne. Nel 2014 si ri­con­fer­ma la forbice tra i ri­sul­ta­ti del­le fie­re in­ter­na­zio­na­li (po­si­ti­vi) e ri­sul­ta­ti del­le fie­re na­zio­na­li (sta­zio­na­ri), per­ché so­ste­nu­ti dal­la di­ver­si­fi­ca­zio­ne nel seg­men­to con­gres­sua­le. Per il 2015 il qua­dro do­vreb­be ras­se­re­nar­si in coin­ci­den­za con l’Ex­po Mi­la­no 2015. Di gran­de ri­lie­vo il +4,0% nei viag­gi in­di­vi­dua­li per in­con­tra­re clien­ti e for­ni­to­ri del­le im­pre­se del ter­zia­rio, un se­gna­le im­por­tan­te per il fu­tu­ro dell’economia na­zio­na­le visto che in­ver­te an­ni di va­ria­zio­ni ten­den­zia­li ne­ga­ti­ve.

LA SPE­SA E LE PREVISIONI PER IL 2015

Nel 2014 la spe­sa per viag­gi d’affari sa­le a 19,1 mi­liar­di di eu­ro, in cre­sci­ta del 2,1%. Il ri­sult ato è fre­na­to dal ca­lo dei prez­zi del tra­spor­to so­prat­tut­to sul mer­ca­to in­ter­na­zio­na­le. Il co­sto medio del­la tra­sfer­ta scen­de an­che per l’au­men­to più che pro­por­zio­na­le del pe­so del­le (me­no co­sto­se) de­sti­na­zio­ni ita­lia­ne ed eu­ro­pee e per la for­te con­cor­ren­za tra ope­ra­to­ri. Il tra­spor­to in­ci­de per il 58% sui tra­vel budget, una quota in di­mi­nu­zio­ne a cau­sa del­le dif­fi­col­tà del seg­men­to ae­reo che per­de fat­tu­ra­to (ma non pas­sag­gi). “Esplo­de” la spe­sa per al­log­gio (+6,3%) e vit­to (+3,6%) so­ste­nu­ta sia dall’in­cre­men­to del­la du­ra­ta me­dia del­la tra­sfer­ta, sia dal­la cre­sci­ta dei prez­zi sul seg­men­to in­ter­na­zio­na­le. Do­po il 2014, an­che il 2015 è visto in cre­sci­ta dai tra­vel ma­na­ger ita­lia­ni. Gli ot­ti­mi­sti pre­val­go­no tra i gran­di viag­gia­to­ri del ma­ni­fat­tu­rie­ro sep­pu­re qui è mol­to ri­le­van­te la quota di chi si di­mo­stra in­cer­to sul­le di­na­mi­che future. Al con­tra­rio, nel ter­zia­rio, si rid uce la quota di in­cer­ti, ed emer­go­no le va­lu­ta­zio­ni po­si­ti­ve so­prat­tut­to del­le im­pre­se che ge­sti­sco­no tra­vel budget in­fe­rio­ri. Al­lar­gan­do la pro­spet­ti­va tem­po­ra­le al trien­nio 2013-2015, l’ele­men­to prin­ci­pa­le che ca­rat­te­riz­za il mer­ca­to è la sua di­re­zio­na­li­tà. Chi espri­me il 72% del mer­ca­to con­fer­ma, nel tem­po, le stes­se di­na­mi­che di spe­sa e tra questi la mag­gio­ran­za as­so­lu­ta con­fer­ma trend po­si­ti­vi. Quan­to os­ser­va­to è com­pa­ti­bi­le con un au­men­to del­la spe­sa tra­vel com­pre­so tra 1,5 e 3 pun­ti per­cen­tua­li. La pro­ie­zio­ne scon­ta le pro­spet­ti­ve di “in­fla­zio­ne zero” di con­giun­tu­ra so­stan­zial­men­te sta­zio­na­ria e le in­cer­tez­ze del qua­dro po­li­ti­co in­ter­na­zio­na­le. È co­mun­que un da­to che va ol­tre la sua di­men­sio­ne quan­ti­ta­ti­va, per­ché è de­ter­mi­na­to dal­le di­na­mi­che di quel­le im­pre­se del ter­zia­rio che fi­no a ora han­no spe­ri­men­ta­to le più pro­fon­de dif­fi­col­tà con­giun­tu­ra­li.

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