SO­NO AR­RI­VA­TO AD AVE­RE 7 IMI­TA­TO­RI

MA­NUEL AGNEL­LI CRE­SCIU­TO CON GLI AF­TE­RHOURS IN “ZO­NA NICCHIA”, OG­GI È DI­VEN­TA­TO PO­PO­LA­RE CON X FAC­TOR, SI DI­VER­TE IN TIVÙ E FA CON­CER­TI IN GI­RO PER IL MONDO. HA CAM­BIA­TO IDEA? «SÌ, È IL BEL­LO DI DI­VEN­TA­RE VECCHI»

TuStyle - - News - te­sto di Er­ne­sto Pa­zien­za

UUn an­no fa Ma­nuel Agnel­li era qua­si un in­fil­tra­to nel­la giu­ria di X Fac­tor. Il roc­ker ca­pel­lo­ne e ma­le­det­to, il di­stur­ba­to­re cre­sciu­to nei cen­tri so­cia­li tra Mi­la­no e Ber­li­no, front­man di un grup­po, gli Af­te­rhours, ama­to da­gli in­ten­di­to­ri di musica, me­no dal­le clas­si­fi­che di di­schi. Uno che de­te­sta­va (e non cor­dial­men­te) la so­cie­tà fru-fru, fi­gu­rar­si la te­le­vi­sio­ne. Ep­pu­re so­no ba­sta­te due pun­ta­te per ca­pi­re che era na­to un fe­no­me­no: Ma­nuel è sta­to la sor­pre­sa del ta­lent. Per­ché di­ce le co­se in fac­cia, du­ro e pu­ro, ma è pu­re ca­pa­ce di gran­de uma­ni­tà, di com­muo­ver­si. Così è na­to l’idolo (an­che) di non­ne e bam­bi­ni. Dal 14 settembre sa­rà an­co­ra al ta­vo­lo dell’11esi­ma edi­zio­ne del ta­lent di Sky Uno, col com­pi­to di far cre­sce­re la ca­te­go­ria del­le band.

L’an­no scor­so po­te­va es­se­re un ca­so, ma or­mai è di­ven­ta­to un per­so­nag­gio te­le­vi­si­vo. Ci ha preso gu­sto?

«Pro­vo a ri­ma­ne­re me stes­so, da­to che se vai in tivù di­ven­ti co­mun­que un per­so­nag­gio. Ora mi fer­ma­no i ra­gaz­zi­ni, non san­no co­me mi chia­mo e nem­me­no co­sa suo­no. Gli in­te­res­sa so­lo che io sia il giu­di­ce».

Ha pau­ra di di­ven­ta­re una mac­chiet­ta?

«Più hai ca­rat­te­re, più è fa­ci­le di­ven­tar­lo. Og­gi ho al­me­no sette imi­ta­to­ri, il mi­glio­re è Gio­van­niVer­nia. È un se­gna­le di fa­ma, ma non mi dà fa­sti­dio».

Gio­ca­no tut­ti a far­la sem­bra­re “ma­le­det­to”…

«Fran­ca­men­te non mi in­te­res­sa l’immagine che esce, io mi sen­to ma­le­det­to dentro».

Ha una fi­glia di 11 an­ni: sa­rà di­ven­ta­to l’idolo del­le sue com­pa­gne di clas­se…

«No, ten­do­no a pren­der­la in gi­ro. So­no tut­te pron­te a mi­su­ra­re se di­co co­se abbastanza in­tel­li­gen­ti. For­se il rap­por­to con lei sa­rà più cri­ti­co quan­do sa­rà ado­le­scen­te. Ogni ge­ni­to­re ha i suoi li­mi­ti: lei avrà il pro­ble­ma del pa­pà mu­si­ci­sta al­ter­na­ti­vo».

L’ha mai por­ta­ta in tra­smis­sio­ne?

«Sì, ci te­ne­vo a far­le ve­de­re che il mio è un la­vo­ro

fa­ti­co­so, non un gioco. Em­ma ha un ca­rat­te­re for­te: l’an­no scor­so l’ho in­vi­ta­ta da Fe­dez a ve­de­re la pri­ma pun­ta­ta del­le au­di­zio­ni. Era il suo com­plean­no, non è ve­nu­ta. Mi ha det­to: “Pa­pà, vo­glio che og­gi tut­te le at­ten­zio­ni sia­no per me”».

A pro­po­si­to, co­me fa ad an­da­re d’ac­cor­do con Fe­dez? Sie­te agli an­ti­po­di...

«Sia­mo di­ver­si, ma abbastanza in­tel­li­gen­ti da ac­cet­tar­ci per quel­lo che sia­mo. Sia­mo ami­ci an­che sen­za fre­quen­tar­ci».

Lui che per­so­nag­gio è in pri­va­to?

«È mol­to cu­rio­so. Per la sua età ha ca­pa­ci­tà ma­na­ge­ria­li fuo­ri dal nor­ma­le, un ve­ro bom­ber. E poi è l’uni­co rap­per au­ten­ti­co, sen­za fil­tri. Don­ne, sol­di, mac­chi­ne, ca­se, bel­la vi­ta. Lui quel­le co­se le ha, non ha bi­so­gno di in­ven­tar­se­le».

E con le due nuo­ve don­ne in giu­ria co­me so­no i rap­por­ti?

«Pen­sa­vo che Ma­ra Ma­ion­chi fos­se una di­sco­gra­fi­ca fred­da, che pen­sa so­lo al pro­dot­to. Lei in­ve­ce cre­de­va che io fos­si il so­li­to ribelle sfi­ga­to. Ci sia­mo sco­per­ti: è una per­so­na di gran­de uma­ni­tà e ha una cul­tu­ra mu­si­ca­le no­te­vo­le. Cer­to è la più te­le­vi­si­va di tut­ti noi».

E Le­van­te?

«Una del­le po­che del­la nuo­va ge­ne­ra­zio­ne che sti­ma­vo e se­gui­vo. Il fat­to che a X Fac­tor ab­bia­no scel­to, do­po un cin­quan­ten­ne se­mi sconosciuto co­me me, una can­tan­te gio­va­ne che arriva dall’un­der­ground mi sem­bra un bel se­gna­le».

Que­st’an­no con gli Af­te­rhours fe­steg­gia­te 30 an­ni di car­rie­ra. Chi era­va­te agli ini­zi?

«Dei freak, di­sin­te­res­sa­ti al suc­ces­so. Al­lo­ra i giu­di­ci di un ta­lent li avrei odia­ti e co­mun­que, per co­me era­va­mo, non ci avreb­be­ro mai pre­si in tivù. E poi con gli Af­te­rhours non avrem­mo mai fat­to un tour ce­le­bra­ti­vo co­me quel­lo che stia­mo por­tan­do in gi­ro ades­so, con la gen­te che can­ta in co­ro le no­stre can­zo­ni. È il bel­lo dell’es­se­re in­vec­chia­ti».

Pro­vi a sce­glie­re una fo­to­gra­fia dal pas­sa­to del­la band.

«Sia­mo in mac­chi­na, col sole in fac­cia e lo ste­reo a pal­la, gui­dan­do ver­so To­ri­no per fir­ma­re il no­stro pri­mo pic­co­lo con­trat­to di­sco­gra­fi­co. È il 1986. Pu­ra ma­gia, an­che se per po­chis­si­mi sol­di».

Ul­ti­ma­men­te vi han­no sco­per­ti an­che all’este­ro, in America avete fat­to con­cer­ti bellissimi e la stam­pa ha par­la­to be­ne di voi. Una rivincita?

«Sì, per­ché il mio ve­ro so­gno è sem­pre sta­to que­sto: suo­na­re in gi­ro per il mondo, do­ve e quan­do vo­glia­mo. Mol­to più di­ver­ten­te che riem­pi­re gli sta­di e con­ta­re quanti bi­gliet­ti ven­dia­mo. Per que­sto ab­bia­mo sem­pre pre­fe­ri­to re­sta­re pic­co­li ma di­ver­si in Ita­lia piut­to­sto che sdo­ga­nar­ci ovun­que. Pro­va­re a cam­bia­re i co­stu­mi di que­sto Pae­se nel cuo­re de­gli an­ni 90 è sta­to ec­ci­tan­te».

Fra al­tri 10 an­ni si im­ma­gi­na comodo in un salotto tivù o a schi­tar­ra­re sul pal­co?

«Si­cu­ra­men­te sul pal­co, la tivù è so­lo una bel­lis­si­ma pa­ren­te­si».

Avrà più di 60 an­ni: il rock non ha età?

«Non bi­so­gna es­se­re gio­va­ni per fa­re con­cer­ti e for­se noi non lo sia­mo mai sta­ti. Pe­rò ades­so è bel­lo che ci sco­pra un nuo­vo pub­bli­co, in fon­do se ci ascol­ta­no vuol di­re che ce lo sia­mo me­ri­ta­ti. E chis­se­ne­fre­ga se al­cu­ni lo fan­no so­lo per­ché so­no giu­di­ce di X Fac­tor».

Fe­dez? Un rap­per sen­za fil­tri. Ma­ra Ma­ion­chi? La più te­le­vi­si­va di tut­ti noi. Le­van­te? Do­po uno sconosciuto co­me me, una che vie­ne dall’un­der­ground: che bel se­gna­le per X Fac­tor!

In al­to, Ma­nuel con gli al­tri giu­di­ci di X Fac­tor: Le­van­te (30 an­ni), Ma­ra Ma­ion­chi (76) e Fe­dez (27) . A de­stra, con gli Af­te­rhours e, qui so­pra, con la com­pa­gna Fran­ce­sca Ri­si: stan­no in­sie­me da cir­ca 15 an­ni e han­no una fi­glia di 11, Em­ma.

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