Gli stron­zi­sti di For­za Nuo­va

Vanity Fair (Italy) - - Week -

Que­sta no­ti­zia va sot­to la ca­te­go­ria «stron­zi­smo»: i gen­ti­luo­mi­ni di For­za Nuo­va han­no af­fis­so in va­rie se­di del Pd sgan­ghe­ra­ti vo­lan­ti­ni con­tro lo ius so­li (chi na­sce in Ita­lia è ita­lia­no) e in di­fe­sa del­lo ius san­gui­nis (la cit­ta­di­nan­za vie­ne tra­smes­sa dai ge­ni­to­ri ai fi­gli). Sui ma­ni­fe­sti c’era­no la fac­cia di Kha­lid Chaou­ki, deputato del Pd, e un te­sto: «La cit­ta­di­nan­za fa­ci­le a chi na­sce in Ita­lia da ge­ni­to­ri im­mi­gra­ti per­se­gue pre­ci­si obiet­ti­vi: 1 mi­lio­ne di vo­ti per ac­cre­sce­re il con­sen­so del­le Si­ni­stre, osti­li al­le no­stre tra­di­zio­ni. 2 mi­lio­ni di schiavi per i pro­fit­ti del mer­ca­to glo­ba­le, “nuo­vi” ita­lia­ni de­sti­na­ti a so­sti­tuir­ci, men­tre nul­la si fa per le no­stre fa­mi­glie e il so­ste­gno al­la na­ta­li­tà». Ci man­ca­va sol­tan­to che met­tes­se­ro l’indirizzo di ca­sa del deputato. La Ca­me­ra in­tan­to ha da­to il via li­be­ra al­la nuo­va leg­ge sulla cit­ta­di­nan­za, che ades­so do­vrà es­se­re vo­ta­ta an­che dal Se­na­to. Se­con­do il te­sto, sa­ran­no cit­ta­di­ni ita­lia­ni per na­sci­ta i fi­gli, na­ti in Ita­lia, di ge­ni­to­ri stra­nie­ri (uno dei due de­ve ave­re un per­mes­so di sog­gior­no dell’Unio­ne Eu­ro­pea di lun­go pe­rio­do). sa­reb­be po­tu­to for­za­re trop­po: «Mi di­co­no che la co­mu­nio­ne ai di­vor­zia­ti ri­spo­sa­ti la dan­no già e che è una pras­si dif­fu­sa. Pe­rò te­mo­no di met­ter­la ne­ro su bian­co come se san­ci­re la riam­mis­sio­ne ai sa­cra­men­ti fac­cia ve­nir me­no la sa­cra­li­tà del ma­tri­mo­nio. Un sal­to che, per lo­ro, de­po­ten­zia un prin­ci­pio se non vie­ne col­lo­ca­to in un ade­gua­to con­te­sto teo­lo­gi­co». Biz­zar­ro pe­rò che a sca­gliar­si con­tro l’Eu­ro­pa sia il Pae­se che più di al­tri be­ne­fi­cia dei fon­di eu­ro­pei. Nel 2014 l’Ue ha spe­so 17,44 mi­liar­di in Po­lo­nia, che «è di gran lun­ga il più gran­de be­ne­fi­cia­rio dei fon­di per le po­li­ti­che re­gio­na­li dell’Ue: 12,07 mi­liar­di di eu­ro nel 2014», si leg­ge nel bi­lan­cio dell’Unio­ne. E, fra il 2014 e il 2020, la Po­lo­nia ri­ce­ve­rà 82,5 mi­liar­di tra fon­di strut­tu­ra­li e di coe­sio­ne. Dob­bia­mo de­dur­re che quei sol­di ai po­lac­chi non ser­va­no e, per que­sto, pro­te­sta­no con­tro quei puz­zo­ni di Bru­xel­les. Ma al­lo­ra per­ché non ci ri­nun­cia­no? Ah già, è più fa­ci­le in­cas­sa­re e stre­pi­ta­re.

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