Ro­ma è spor­ca, go­ver­no la­dro

Vanity Fair (Italy) - - Week -

La sce­na quo­ti­dia­na or­mai è que­sta: c’è il sin­da­co Ma­ri­no, di­mis­sio­na­rio, le cui di­mis­sio­ni sa­ran­no ese­cu­ti­ve dal 2 no­vem­bre, sca­du­ti i ven­ti gior­ni per ri­pen­sar­ci, bar­ri­ca­to nel­la se­de del Co­mu­ne di Ro­ma, in Cam­pi­do­glio. Dall’al­tra, c’è il Par­ti­to De­mo­cra­ti­co, che pro­va a en­tra­re con la di­na­mi­te nel fortino dove il chi­rur­go è as­ser­ra­glia­to come l’ul­ti­mo giap­po­ne­se. Ai so­ste­ni­to­ri ma­ri­nia­ni sce­si in piaz­za per chie­der­gli di re­sta­re, ha det­to che ci sta pen­san­do: «Non vi de­lu­de­rò». In­som­ma, fa ca­pi­re che po­treb­be an­che ri­ti­ra­re le di­mis­sio­ni (ma­ga­ri avrà cam­bia­to idea al­tre due o tre vol­te, men­tre Va­ni­ty Fair è in stam­pa; qua le pre­vi­sio­ni po­li­ti­che non reg­go­no al con­fron­to con il tea­tro dell’as­sur­do che è di­ven­ta­ta Ro­ma), ma il Pd è pron­to a sfi­du­ciar­lo in con­si­glio co­mu­na­le. L’im­pat­to del­le sue di­mis­sio­ni, fi­no­ra, è sta­to de­va­stan­te per la cit­tà: pen­sa­te, le stra­de so­no spor­che e la me­tro si gua­sta. Ades­so sco­pri­re­mo per­si­no che l’Atac è un co­la­bro­do.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.