Sia­mo tut­ti (in)col­pe­vo­li

Vanity Fair (Italy) - - Gruppo Di Famiglia In Un Castello Carpediem -

Il pas­sa­to è una ter­ra stra­nie­ra ed è pie­no di trap­po­le e ri­cor­di

pe­ri­co­lo­si per la pa­ce del­lo spi­ri­to. Se­gre­ti, con­ni­ven­ze,

complicità, ce­di­men­ti che si vor­reb­be di­men­ti­ca­re, ma che gli al­tri non di­men­ti­ca­no. So­prat­tut­to nei mo­men­ti in cui il pas­sa­to per­so­na­le si

in­trec­cia con la Sto­ria. Come nel­la Spagna di Ma­rías, al pas­sag­gio tra la dit­ta­tu­ra di Fran­co, con la sua cru­del­tà sot­to­to­no, e il pre­sen­te, in­qui­na­to da quei ri­cor­di, sen­za pos­si­bi­li­tà di ri­mo­zio­ne. Ec­co dun­que che Juan, nel­la Ma­drid del­la mo­vi­da, vie­ne as­sun­to come as­si­sten­te

da un ce­le­bre re­gi­sta e sce­neg­gia­to­re, ma­ri­to di una bel­lis­si­ma don­na, con cui su­bi­to av­ver­te una in­quie­tan­te ten­sio­ne. Che co­sa na­scon­de il pas­sa­to dei co­niu­gi Muriel? Chi ha fe­ri­to chi? Per­ché quel­la per­ce­pi­bi­le lon­ta­nan­za? Ma­rías, in un li­bro as­sie­me af­fa­sci­nan­te

e ir­ri­tan­te, rac­con­ta, con un ec­ces­so di ver­bo­si­tà, un pez­zo

di sto­ria pub­bli­ca e pri­va­ta. E ci dice che non ci li­be­re­re­mo mai da­gli er­ro­ri del pas­sa­to, che sia­mo tut­ti, in­sie­me, in­col­pe­vo­li

e col­pe­vo­li, tut­ti sen­za pa­ce.

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