Suo­ce­ra e co­gna­ta con­tro di me. E LUI MI CAC­CIA

Vanity Fair (Italy) - - Vanity Il Postino -

o at­tu­ti­sce i se­gna­li di al­lar­me che si­cu­ra­men­te so­no esi­sti­ti. Di­stur­be­reb­be­ro la ri­co­stru­zio­ne del­la real­tà che il cuo­re fe­ri­to ha de­ci­so di im­por­si: noi due era­va­mo in­na­mo­ra­ti, se­re­ni, a trat­ti ad­di­rit­tu­ra fe­li­ci. Poi «all’im­prov­vi­so» tut­to è mu­ta­to. E poi­ché «all’im­prov­vi­so» nes­su­no può cam­bia­re ra­di­cal­men­te pa­re­re su un sen­ti­men­to, si fi­ni­sce per at­tri­bui­re la tra­sfor­ma­zio­ne all’in­ter­ven­to di qual­che agen­te ester­no. La stan­chez­za, le pre­oc­cu­pa­zio­ni, stap­pan­do cham­pa­gne per la fi­ne del­la vo­stra sto­ria. Ma se tuo ma­ri­to fos­se sta­to lo­ro suc­cu­be, avreb­be da­to mo­ti­vo di stap­par­lo già no­ve an­ni fa. Per­ché al­lo­ra la tua estra­zio­ne so­cia­le e le tue scel­te di vi­ta non gli crea­va­no pro­ble­mi e ades­so sì? La de­du­zio­ne più sem­pli­ce è che qual­co­sa si sia rot­to tra voi, nel san­tua­rio ine­spu­gna­bi­le di cui ogni cop­pia è chia­ma­ta tut­ti i gior­ni a pren­der­si cu­ra, se de­si­de­ra che le mu­ra del tem­pio reg­ga­no al­le in­si­die del mon­do e del tem­po. Vai a ri­leg­ger­ti le fra­si di tuo ma­ri­to: «So­no un fal­li­to», «Sei un’iste­ri­ca», «Non mi hai da­to dei fi­gli», «Io e te non ab­bia­mo fu­tu­ro». Nel lin­guag­gio del­la psi­coa­na­li­si jun­ghia­na, la per­so­na con cui hai una re­la­zio­ne sen­ti­men­ta­le è la tua ani­ma: spec­chian­do­ti in lei, ve­di chi sei dav­ve­ro. E lui in te ve­de fal­li­men­to, iste­ria, ste­ri­li­tà, as­sen­za di pro­get­ti. Que­sto è il ger­me che ha mi­na­to il vo­stro ma­tri­mo­nio, al­tro che suo­ce­re e co­gna­te. Non sa­prei dir­ti se esi­sta­no mar­gi­ni di re­cu­pe­ro. Ma se ci fos­se­ro, pas­se­reb­be­ro da una tua ac­cet­ta­zio­ne pre­ven­ti­va e to­ta­le del­la real­tà. Dal­la tua (e sua) ca­pa­ci­tà di guar­da­re il vo­stro rap­por­to da den­tro e non da fuo­ri. Au­gu­ro a te, a lui e a tut­ti noi un an­no di sin­ce­ri­tà a qua­lun­que co­sto. Co­me di­ce la mia ami­ca Chia­ra Gam­be­ra­le, il per­cor­so per la fe­li­ci­tà è pie­no di vi­co­li cie­chi che sem­bra­no stra­de mae­stre e vi­ce­ver­sa. L’im­por­tan­te è non per­de­re mai il co­rag­gio di ri­met­ter­si in cam­mi­no.

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