RAC­CON­TA­MI, PA­PÀ

Vanity Fair (Italy) - - #VanitySocial - Ca­ro­di­ret­to­re@ va­ni­ty­fair.it @ so­no­lu­ca­di­ni

on­no Car­lo è mor­to quan­do ave­vo sei an­ni. Era il pa­dre di mio pa­dre. Il gior­no dei fu­ne­ra­li, mi por­ta­ro­no a ca­sa di Non­no Gen­na­ro e Non­na Ro­si­na, i ge­ni­to­ri di mia ma­dre, co­sì che non pre­sen­zias­si a un mo­men­to trop­po dif­fi­ci­le da su­bli­ma­re per una bam­bi­na di so­li sei an­ni. Quan­do rien­trai, a po­me­rig­gio inol­tra­to, tro­vai mio pa­dre sdraiato di sbie­co, con le scar­pe pen­zo­lo­ni fuo­ri dal let­to, ve­sti­to di scu­ro. Ve­den­do­mi, mi ac­col­se di­cen­do: «Og­gi mio pa­dre è mor­to, e tu non c’eri». For­se nep­pu­re ri­cor­da, og­gi, di aver­mi det­to que­sta co­sa. Io, pe­rò, me la so­no por­ta­ta ap­pres­so. Mi rie­cheg­gia­va den­tro co­me un se­ve­ris­si­mo, im­me­ri­ta­to rim­pro­ve­ro: che co­sa po­te­vo sa­pe­re io, del­la mor­te, a sei an­ni? Poi, qual­che se­ra fa, sot­to la doc­cia, un guiz­zo im­prov­vi­so. Il gior­no del­la mor­te di Non­no Car­lo, mio pa­dre ave­va tren­ta­due an­ni. Ap­pe­na tre in più ri­spet­to a quan­ti ne ho io ades­so. Nell’im­ma­gi­na­zio­ne dei fi­gli, i ge­ni­to­ri so­no sem­pre sta­ti adul­ti, so­no na­ti gran­di. Per me, mio

NSe­gui­te Lu­ca Di­ni sul suo blog

o su Twit­ter pa­dre ha sem­pre avu­to cin­quan­ta­cin­que an­ni, co­me og­gi. An­che quan­do ne ave­va ven­ti. O ven­ti­sei. O tren­ta­due. Qua­si che non riu­scis­si a ve­de­re l’uo­mo die­tro il pa­dre, o la ra­gaz­za pri­ma che di­ven­tas­se mam­ma. Per­ché im­ma­gi­nar­li gio­va­ni si­gni­fi­ca ve­der­li uma­ni, am­met­te­re che non so­no in­fal­li­bi­li, che pos­so­no ca­de­re, sba­glia­re, per­si­no mo­ri­re: un fi­glio fa fa­ti­ca a per­do­nar­le, cer­te uma­ni­tà. So­lo ades­so ca­pi­sco che mio pa­dre per­de­va suo pa­dre men­tre im­pa­ra­va a di­ven­ta­re mio pa­dre. E quel «Tu non c’eri» non era un rim­pro­ve­ro: era il suo mo­do di ag­grap­par­si a me, al­la per­so­na più im­por­tan­te del­la sua vi­ta, men­tre un al­tro pez­zo di vi­ta ve­ni­va da­to al­la ter­ra e al­la pol­ve­re. Per­ciò, quan­do tor­ne­rò a ca­sa, mi sie­de­rò a ta­vo­la e di­rò a mia ma­dre e a mio pa­dre: «Rac­con­ta­te­mi chi sie­te». È l’uni­co ve­ro pro­po­si­to che ho per il nuo­vo an­no. E per quel­li fu­tu­ri. AN­TO­NIA

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.