FA­TE L’HUM­MUS, NON LA GUER­RA

Un ri­sto­ran­te, a Tel Aviv, scon­ta il pa­sto se a con­di­vi­de­re la ta­vo­la so­no un ebreo e un mu­sul­ma­no. Un espe­ri­men­to di pa­ce che ab­bia­mo vo­lu­to «as­sa­po­ra­re» an­che noi

Vanity Fair (Italy) - - Week - Di RICCARDO FER­RA­RIS

Il 12 ot­to­bre 2015 la po­li­zia israe­lia­na uc­ci­de un uo­mo ara­bo vi­ci­no al­la Por­ta dei Leo­ni, uno dei luo­ghi più in­can­te­vo­li di Ge­ru­sa­lem­me. È una nuo­va on­da­ta di ten­sio­ne. I gior­na­li par­la­no di una ter­za In­ti­fa­da e le lan­cet­te del Paese tor­na­no in­die­tro agli scon­tri del 1987 pri­ma e a quel­li del 2000 poi. Lo stes­so gior­no Ko­bi Tza­frir ot­tie­ne il re­cord per­so­na­le

di con­di­vi­sio­ni su Fa­ce­book con un po­st che ha del ge­nia­le: «Fa­te l’Hum­mus, non fa­te la guer­ra». Que­sto tren­ta­treen­ne ebreo ha tra­sfor­ma­to il suo pic­co­lo ri­sto­ran­te a po­chi chilometri da Tel Aviv nel cen­tro del mon­do

gra­zie a un’idea: of­fri­re il 50% di scon­to a tut­ti gli ebrei e mu­sul­ma­ni che scel­go­no di con­di­vi­de­re lo stes­so ta­vo­lo. «Ero stan­co del­la si­tua­zio­ne», di­ce Ko­bi, «non esi­sto­no so­lo estre­mi­sti re­li­gio­si, que­sta cit­tà è pie­na di ebrei e mu­sul­ma­ni

che vo­glio­no vi­ve­re in pa­ce. Quel­lo che ho fat­to è sta­to sem­pli­ce­men­te of­fri­re lo­ro un luo­go do­ve usci­re al­lo sco­per­to e guar­dar­si in fac­cia». Ora Ko­bi è pron­to a lan­cia­re una cam­pa­gna web di sen­si­bi­liz­za­zio­ne dal ti­to­lo Hum­mus for Pea­ce:

«Sa­reb­be fan­ta­sti­co se al­tri ri­sto­ran­ti co­pias­se­ro la mia offerta». Noi, in­tan­to, sia­mo an­da­ti a cu­rio­sa­re tra i suoi ta­vo­li.

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