FRAN­CE­SCA BAL­ZA­NI

la riservata

Vanity Fair (Italy) - - Week -

Fran­ce­sca Bal­za­ni è la don­na con cui fa­re i con­ti. Let­te­ral­men­te. Av­vo­ca­to ex tri­bu­ta­ri­sta di 49 an­ni, è una ge­no­ve­se tra­pian­ta­ta a Mi­la­no: un mi­scu­glio di ef­fi­cien­za lom­bar­da e ri­ser­va­tez­za li­gu­re. «Non amo par­la­re del mio pri­va­to», esor­di­sce. «Il pri­va­to osten­ta­to dai po­li­ti­ci ha spes­so ri­svol­ti co­mi­ci e pa­ra­dos­sa­li». Per esem­pio? «Tut­ti si mo­stra­no co­me ma­ri­ti fe­de­li e ma­dri ac­cor­te. Ma più è for­te la re­to­ri­ca del Mu­li­no Bian­co, più è gran­de il nar­ci­si­smo di chi la fa. Io pre­fe­ri­sco par­la­re dei miei ri­sul­ta­ti». Co­me la ri­du­zio­ne del de­bi­to del co­mu­ne di Mi­la­no, di cui lei è vi­ce­sin­da­co. «Il bi­lan­cio è la po­li­ti­ca all’en­ne­si­ma po­ten­za e al net­to del­le pa­ro­le. Gli asi­li ni­do si fan­no con i con­ti, non con i co­mi­zi». Sa­la e Ma­jo­ri­no l’han­no de­fi­ni­ta la can­di­da­ta dei sa­lot­ti ra­di­cal- chic. «L’ho tro­va­to un gio­co di squa­dra ma­schi­li­sta. So­no una don­na con tre fi­gli. Più che i sa­lot­ti, ve­do i su­per­mer­ca­ti po­co pri­ma che chiu­da­no, al­la fi­ne di una gior­na­ta di la­vo­ro». È il can­di­da­to più ama­to dal mon­do Lgbt. «For­se per­ché so­no una don­na li­be­ra e in­di­pen­den­te». Ha da­to un po’ di brio al con­fron­to an­nun­cian­do i tra­spor­ti gra­tui­ti per tut­ti. Co­sto­so... «Que­ste ope­ra­zio­ni si fan­no con due prin­ci­pi: spe­ri­men­ta­zio­ne e gra­dua­li­tà». Vin­ce le pri­ma­rie. Che co­sa fa il gior­no do­po? «Un bel­lis­si­mo gi­ro del­la cit­tà in tram. Per ora, pa­gan­do il bi­gliet­to».

FRAN­CE­SCA

BAL­ZA­NI 49 an­ni, di Ge­no­va, av­vo­ca­to, spo­sa­ta con tre fi­gli. È vi­ce­sin­da­co del­la giun­ta Pi­sa­pia. La co­no­sce il 52% dei

mi­la­ne­si.

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