An­drea Ber­ton, chef

Vanity Fair (Italy) - - Beauty -

«Quan­do ho co­no­sciu­to mia mo­glie, mi ha col­pi­to su­bi­to la sen­sa­zio­ne che ha la­scia­to il suo pro­fu­mo. Mi ha av­vol­to co­me un ab­brac­cio, con­qui­sta­to. Era Tam Dao di Dip­ty­que, e do­po più di tre an­ni lo por­ta an­co­ra. Ri­cor­do l’odo­re leg­ge­ro di le­gno, va­ni­glia e ce­dro. Che det­ti co­sì sem­bra­no pe­san­ti ma in real­tà, pro­prio co­me suc­ce­de con gli aro­mi in cu­ci­na, se bi­lan­cia­ti be­ne so­no ele­gan­ti. È im­por­tan­te ave­re quel­la sen­sa­zio­ne quan­do in­con­tri una don­na, co­sì co­me sen­tir­ne il pro­fu­mo so­lo quan­do si av­vi­ci­na, al­tri­men­ti è una vol­ga­re in­va­sio­ne di cam­po. Non amo l’ab­bon­dan­za e nean­che il trop­po dol­ce. Un’ul­ti­ma co­sa: mia mo­glie si chia­ma San­dra. Può scri­ver­lo?».

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