F R ANC E S C O BI­SO Z Z I

Al­la po­li­zia è vie­ta­to apri­re i cel­lu­la­ri: i «no» di Ap­ple e ades­so di Fa­ce­book fan­no ri­flet­te­re. I co­los­si hi-te­ch or­mai as­so­mi­glia­no a Sta­ti, con abi­tan­ti, Pil e «sce­rif­fi». Che pro­teg­go­no i no­stri dati

Vanity Fair (Italy) - - Week - Di

o, non è so­lo una que­stio­ne di pri­va­cy. Ma an­che di so­vra­ni­tà na­zio­na­le. Do­po il «no» di Ap­ple all’Fbi, che ha chie­sto di sbloc­ca­re il te­le­fo­ni­no di Syed Ri­z­wan Fa­rook, il kil­ler di San Ber­nar­di­no, an­che Fa­ce­book è fi­ni­to nell’oc­chio del ci­clo­ne per aver ne­ga­to al­le au­to­ri­tà bra­si­lia­ne l’ac­ces­so a dati di Wha­tsApp ri­te­nu­ti im­por­tan­ti nell’am­bi­to di un’in­da­gi­ne an­ti­dro­ga. Ri­sul­ta­to? Per il vi­ce­pre­si­den­te del so­cial net­work per l’Ame­ri­ca La­ti­na, Die­go Dzo­dan, so­no scat­ta­te le ma­net­te (an­che se so­lo per po­che ore). Il mes­sag­gio lan­cia­to dai co­los­si del­la tec­no­lo­gia è chia­ro: in ca­sa pro­pria so­no lo­ro che det­ta­no la leg­ge. Og­gi Fa­ce­book & Co. as­so­mi­glia­no sem­pre di più a ve­ri e pro­pri Sta­ti, con mi­liar­di di abi­tan­ti (gli uten­ti) e fat­tu­ra­ti in gra­do di com­pe­te­re con il Pil di un Pae­se in via di svi­lup­po. Han­no con­fi­ni vir­tua­li, ma non per que­sto me­no con­cre­ti. E sce­rif­fi 2.0 in­ca­ri­ca­ti di oc­cu­par­si del­la no­stra si­cu­rez­za.

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