CHE NON VO­GLIO EVI­TA­RE»

«UN’AMI­CA MI DIS­SE CHE CON LUI AN­DA­VO IN­CON­TRO A SI­CU­RA SVEN­TU­RA. RI­SPO­SI: È UNA CA­TA­STRO­FE

Vanity Fair (Italy) - - Vanity Non solo Muse/1 -

dei pri­mi del­le cen­ti­na­ia di ri­trat­ti che le fe­ce nei die­ci an­ni in cui stet­te­ro as­sie­me. In real­tà lui co­min­ciò a di­pin­ger­la so­lo do­po aver­la pre­sen­ta­ta a Ma­tis­se che, per pro­vo­ca­re il col­le­ga, dis­se su­bi­to che avreb­be vo­lu­to lui far­le un ri­trat­to. «Era­no mol­to ami­ci, ma an­che ri­va­li: Pablo cer­ca­va di in­can­ta­re Ma­tis­se ma al­la fi­ne era Ma­tis­se che con­qui­sta­va Pablo. Do­po quel­la vi­si­ta lui era mol­to ir­ri­ta­to, ma io gli dis­si che in quel­la pro­po­sta non ci ve­de­vo nien­te di ma­le. An­che per­ché ho sem­pre ama­to i qua­dri di Ma­tis­se più dei suoi». ra­nçoi­se Gi­lot è la ma­dre di Clau­de – che ve­de­te nel­la fo­to so­pra – e di Pa­lo­ma, due dei quat­tro fi­gli che Pi­cas­so eb­be da tre don­ne di­ver­se. Quan­do nel 1953 se ne an­dò via as­sie­me a lo­ro, uni­ca dei gran­di amo­ri del pit­to­re a la­sciar­lo, lui la mi­nac­ciò: «Se pen­si che la gen­te avrà in­te­res­se per te, ti sba­gli di gros­so: nes­su­no si cu­re­rà di te in quan­to ta­le, sa­ran­no so­lo cu­rio­si del­la per­so­na che ha con­di­vi­so la mia vi­ta». A sba­gliar­si di gros­so era lui, e non so­lo per­ché Fra­nçoi­se Gi­lot è una pit­tri­ce affermata. Do­po Pi­cas­so, e un’al­tra fi­glia da un

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