NON TRO­VO

Vanity Fair (Italy) - - Il Postino -

Lo stru­men­to non fa­vo­ri­sce gli af­fla­ti ro­man­ti­ci, an­che se ogni tan­to il mec­ca­ni­smo si in­cep­pa e pro­du­ce amo­ri (e do­lo­ri) au­ten­ti­ci. Do­po il pri­mo in­con­tro «dal vivo» en­tra in cam­po la chi­mi­ca dei cor­pi e quel­la non si sa mai do­ve può con­dur­re. In ra­ri ca­si, de­pre­ca­ti dai ci­ni­ci, per­si­no al­la fe­li­ci­tà. È sem­pre una que­stio­ne di aspet­ta­ti­ve. Tu ti sei ac­co­sta­ta al­le chat pen­san­do che fos­se­ro un ri­tro­vo di let­to­ri di Emi­ly Dic­kin­son, in­ve­ce ti sei ri­tro­va­ta in uno zoo do­ve a te toc­ca­va la par­te dell’ani­ma­le in mo­stra e dell’ani­ma in pe­na. Può dar­si che esi­sta­no si­ti più ro­man­ti­ci, o co­mun­que me­no ri­vol­ti al con­su­mo estem­po­ra­neo: do­vre­sti at­tin­ge­re in­for­ma­zio­ni da qual­che ami­ca che ma­ga­ri li ha fre­quen­ta­ti con sod­di­sfa­zio­ne. Ma in­tan­to la ri­cer­ca dell’ani­ma ge­mel­la an­dreb­be spo­sta­ta sul pia­no del­la real­tà. Par­ten­do pro­prio dal­la ri­de­fi­ni­zio­ne dell’obiet­ti­vo. Ac­con­ten­tar­si, in amo­re, è un er­ro­re dram­ma­ti­co a lun­go ter­mi­ne. Ma nel bre­ve pe­rio­do può es­se­re per­si­no sal­vi­fi­co ac­cuc­ciar­si den­tro una sto­ria a bas­sa in­ten­si­tà per scon­ge­la­re il cor­po e ri­met­te­re in cir­co­lo un po’ di vi­ta ve­ra. L’ani­ma ge­mel­la ar­ri­va, quan­do ar­ri­va, nel mo­men­to in cui sei pron­ta ad ac­co­glier­la e pri­ma an­co­ra a ri­co­no­scer­la. Ma dif­fi­cil­men­te quel mo­men­to si pre­sen­te­rà fin­ché tu re­ste­rai scol­le­ga­ta dal mon­do del­le emo­zio­ni au­ten­ti­che. Se i tuoi gi­ri di ami­ci so­no di­ven­ta­ti dei poz­zi ari­di a cui non puoi più at­tin­ge­re al­tro che chiac­chie­re la­men­to­se, sug­ge­ri­rei di met­ter­si in viag­gio ver­so nuo­ve oa­si. Iscri­ven­do­si a un cor­so di qual­sia­si co­sa, or­mai ne esi­sto­no per tut­te le fan­ta­sie, do­ve in­ve­sti­re le ore che fi­no a ie­ri im­pie­ga­vi nel na­vi­ga­re al­la de­ri­va in Re­te. Non suc­ce­de­rà mai nien­te di nuo­vo fin­ché con­ti­nue­rai a fa­re sem­pre le stes­se co­se. E ap­pe­na co­no­sci un uo­mo che ri­suo­na con qual­che par­te di te, la­scia­ti an­da­re. An­che se sen­ti che non è an­co­ra quel­lo giu­sto. Per quan­to, poi, la vi­ta sia mae­stra nel gio­ca­re scher­zi stra­ni. L’an­no scor­so una mia ami­ca è usci­ta a ce­na con un ra­gaz­zo e con lo sco­po di­chia­ra­to di di­ver­tir­si sol­tan­to una se­ra. Tra due me­si si spo­sa­no.

AN­DRÉ DA LOBA

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