AN­NA WINTOUR DÀ UNA FE­STA. E IN­VI­TA IL GRAN­DE GA­TSBY

Per il com­plean­no del com­pa­gno, la di­ret­tri­ce di Vo­gue Ame­ri­ca or­ga­niz­za una sor­pre­sa. In gran­dis­si­mo sti­le

Vanity Fair (Italy) - - Spy - Di TA­MA­RA FER­RA­RI

Per i 70 an­ni del com­pa­gno Shel­by Bryan, la di­ret­tri­ce di Vo­gue Ame­ri­ca An­na Wintour ha or­ga­niz­za­to un re­ga­lo spe­cia­le: un con­cer­to li­ri­co nel­la sua ca­sa di New York cu­ra­to dal vi­ci­no di ca­sa Baz Luhr­mann ( Moulin Rou­ge!, Il gran­de Ga­tsby). Pro­ta­go­ni­sta il so­pra­no ita­lia­no Eleo­no­ra Bu­rat­to, tra le vo­ci più ap­prez­za­te del panorama li­ri­co con­tem­po­ra­neo, in quei gior­ni al Me­tro­po­li­tan di New York per il Don Pa­squa­le di Do­ni­zet­ti. «Mi han­no chie­sto di can­ta­re O mio bab­bi­no ca­ro e l’Aria di Mu­set­ta. E poi c’è sta­to un duet­to con il mio ami­co ba­ri­to­no Ma­rio Cas­si. Il si­gnor Shel­by, che è un gran­de ap­pas­sio­na­to di Puc­ci­ni, ave­va gli oc­chi lu­ci­di», ha rac­con­ta­to Bu­rat­to che, do­po es­ser­si per­fe­zio­na­ta per tre an­ni con Lu­cia­no Pa­va­rot­ti, esor­dì nel 2007 pro­prio nei pan­ni di Mu­set­ta, una del­le pro­ta­go­ni­ste del­la Bo­hè­me. «Tut­to era per­fet­ta­men­te or­ga­niz­za­to. Son ve­nu­ti a pren­der­mi a ca­sa e mi han­no por­ta­to da Baz, da lì so­no en­tra­ta in ca­sa Wintour dal­la por­ta sul re­tro. C’era­no una qua­ran­ti­na di in­vi­ta­ti e ca­me­rie­ri bel­lis­si­mi, sem­bra­va­no mo­del­li». Il prossimo im­pe­gno? A Chi­ca­go, co­me Ali­ce nel Fal­staff di­ret­to da Riccardo Muti.

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