MAI NA­TO

LA­CRI­ME PER UN BAM­BI­NO

Vanity Fair (Italy) - - Il Postino -

fi­co secco di co­sa pen­si e di co­sa pro­vi. D’al­tron­de, se glie­ne fos­se im­por­ta­to qual­co­sa, non ti avreb­be te­nu­to a ba­gno­ma­ria per quat­tro an­ni, con­dan­nan­do­ti al ruo­lo pe­ren­ne di don­na in li­sta d’at­te­sa. E qui, per­met­ti­mi, co­min­cia­no le tue re­spon­sa­bi­li­tà. Sei tu che hai ac­cet­ta­to di far­ti met­te­re all’an­go­lo, ras­se­gnan­do­ti a sta­re den­tro un rap­por­to non pa­ri­ta­rio. Tu che ti sei fat­ta an­da­re be­ne un uo­mo a cui non osi nem­me­no di­re che sei in­cin­ta, per pau­ra di ve­ni­re cri­ti­ca­ta e umi­lia­ta. Da quan­to si evin­ce dal­le pa­ro­le che scri­vi, nean­che ades­so hai con­si­de­ra­to l’ipo­te­si sa­cro­san­ta di man­dar­lo al dia­vo­lo. Ma co­sa de­ve an­co­ra far­ti? In qua­le al­tro mo­do de­ve an­co­ra of­fen­der­ti? Sem­bra qua­si che tu ci pro­vi gu­sto a sguaz­za­re nei bas­si­fon­di di una re­la­zio­ne co­sì sbi­lan­cia­ta, da cui lui pren­de sol­tan­to quel­lo che gli ser­ve, men­tre per te ha ri­ta­glia­to il ruo­lo dell’aman­te in­si­cu­ra e re­mis­si­va, co­stan­te­men­te in di­fet­to e al­la ri­cer­ca di qual­co­sa che non ar­ri­va mai. Tut­ti nel­la vi­ta ci sia­mo in­na­mo­ra­ti di una per­so­na sba­glia­ta. Per­ché ci sen­ti­va­mo sba­glia­ti noi e av­ver­ti­va­mo l’im­pul­so ir­re­fre­na­bi­le di sca­ri­ca­re il no­stro di­sa­gio ad­dos­so a qual­cu­no che ce lo po­tes­se con­fer­ma­re. Ma ar­ri­va un mo­men­to in cui si de­ci­de di smet­ter­la. Chia­ma­lo or­go­glio, scat­to evo­lu­ti­vo o istin­to di au­to­con­ser­va­zio­ne. Pe­rò un gior­no uno si sve­glia e si ac­cor­ge di quan­to si stia ren­den­do ri­di­co­lo. Non agli oc­chi de­gli al­tri, chi se ne im­por­ta. Ai pro­pri. Non hai vo­glia di pro­va­re un po’ di sti­ma per la bel­la per­so­na che po­tre­sti es­se­re, se so­lo aves­si il co­rag­gio di spez­za­re la gab­bia emo­ti­va in cui ti sei la­scia­ta im­pri­gio­na­re? Sei di­spo­sta a pa­ga­re un pic­co­lo prez­zo per que­sto, ad at­tra­ver­sa­re un in­ter­mez­zo di so­li­tu­di­ne pur di ri­met­ter­ti in as­se con te stes­sa? E al­lo­ra, la pros­si­ma vol­ta che in­cro­ce­rai lo sguar­do di quel per­so­nag­gio da com­me­dia mi­no­re, sul cru­scot­to del­la sua au­to ap­pog­gia la tua let­te­ra di di­mis­sio­ni. AN­DRÉ DA LOBA

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