SE­RIAL LO­VER?

CO­ME SI RI­CO­NO­SCE UN

Vanity Fair (Italy) - - Il Postino -

che il­lu­de la vit­ti­ma di tro­var­si di fron­te a un uo­mo sen­si­bi­le, ep­pu­re for­te. Da ac­cu­di­re e cui ab­ban­do­nar­si. Fi­glio, pa­dre e com­pa­gno af­fi­da­bi­le. Ce n’è ab­ba­stan­za per in­na­mo­rar­si e de­si­de­ra­re di du­pli­car­lo at­tra­ver­so il più an­ti­co dei si­ste­mi, cui cer­to non si sot­trae. Per in­co­scien­za me­sco­la­ta a me­ne­fre­ghi­smo, si sco­pri­rà in se­gui­to. Ma sul mo­men­to il suo di­na­mi­smo or­mo­na­le vie­ne scam­bia­to per una pro­va del­la pro­fon­di­tà dei suoi sen­ti­men­ti. La vit­ti­ma gli si con­ce­de senza ri­ser­ve né con­di­zio­ni, co­me so­lo una don­na in­na­mo­ra­ta sa fa­re. Ed è pro­prio quan­do si ren­de con­to di aver­la cat­tu­ra­ta che il se­rial lo­ver co­min­cia a tor­tu­rar­la. Pri­ma pun­zec­chian­do­la, poi umi­lian­do­la e in­fi­ne ri­traen­do­si da ogni re­spon­sa­bi­li­tà per scom­pa­ri­re in un al­tro­ve da cui rie­mer­ge­rà pie­no di ener­gie se­dut­ti­ve da uti­liz­za­re con la pros­si­ma pre­da. Dif­fi­ci­le di­re quan­ta con­sa­pe­vo­lez­za egli ab­bia del­la sua per­ni­cio­si­tà. Ma que­sto, a ben pen­sar­ci, va­le per ogni ge­ne­re di pe­ri­co­lo pub­bli­co. An­che i peg­gio­ri cri­mi­na­li so­no con­vin­ti di agi­re se­con­do le re­go­le. Le lo­ro, na­tu­ral­men­te. Il pro­ble­ma è co­me di­fen­der­si. An­zi­tut­to bi­so­gna im­pa­ra­re a ri­co­no­scer­lo. Pre­sta­re at­ten­zio­ne agli in­di­zi che ti for­ni­sce du­ran­te i pri­mi in­con­tri, quan­do an­co­ra non sei ab­ba­stan­za in­na­mo­ra­ta di lui per non ve­der­li già più. Cer­te va­ghez­ze sul suo pas­sa­to. Una sma­nia esa­ge­ra­ta nel vo­le­re as­so­mi­glia­re al ri­trat­to del prin­ci­pe az­zur­ro che tu cu­sto­di­sci nel cuo­re. Di so­li­to il cuo­re non sba­glia, pur­ché non lo si con­fon­da con la pan­cia. La sua vo­ce è quel­la dell’in­tui­zio­ne e lan­cia sem­pre i se­gna­li giu­sti. Sta a te ascol­tar­li, ma­ga­ri cor­ro­bo­ran­do­li con qual­che in­da­gi­ne sui «so­cial» che può con­sen­tir­ti di rac­co­glie­re ele­men­ti uti­li. L’er­ro­re che non de­vi as­so­lu­ta­men­te com­pie­re è di chiu­der­ti a ser­ra­ma­ni­co di fron­te all’in­te­ra po­po­la­zio­ne ma­schi­le, os­ser­van­do­la con l’osti­li­tà pre­con­cet­ta che si ri­ser­va a un eser­ci­to ne­mi­co. Non sia­mo tut­ti co­sì. Non sem­pre e non con tut­te le don­ne, al­me­no. E già que­sto (o for­se so­lo que­sto?) ci di­stin­gue dai se­rial lo­ver. P.S. Ri­cor­da che hai il po­te­re non so­lo di sven­ta­re la mi­nac­cia, ma an­che di fre­nar­ne la pro­li­fe­ra­zio­ne. Edu­can­do tuo fi­glio a non di­ven­ta­re co­me lo­ro. AN­DRÉ DA LOBA

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