Il de­sti­no è un Fio­re

Il pri­mo film l’ha già por­ta­ta a Can­nes. DA­PH­NE SCOC­CIA, ex ca­me­rie­ra, cre­de nel fa­to e so­gna un fu­tu­ro da at­tri­ce

Vanity Fair (Italy) - - Carpe Diem - Di AL­BA SOLARO

aph­ne Scoc­cia vie­ne da Ro­ma, ha 21 an­ni, e al pri­mo film ha già sfi­la­to sul­la Croisette: «Una gio­stra», rac­con­ta tor­na­ta a ca­sa, «mi­ca è la real­tà quel­la? Pie­no di mac­chi­no­ni, al­ber­ghi da cin­que­mi­la stel­le, calici di cham­pa­gne a 1.300 eu­ro: tut­to fin­to. Io ve­do al­tre co­se nel­la real­tà». Fio­re, per esem­pio, è mol­to rea­le. Il film, ap­plau­di­tis­si­mo al­la Quin­zai­ne, ora è nei cinema. Du­ro, poe­ti­co, gi­ra­to tra le mu­ra di un car­ce­re mi­no­ri­le, rac­con­ta di Da­ph­ne e

DJo­sh, ado­le­scen­ti rin­chiu­si che si in­na­mo­ra­no. Il re­gi­sta Clau­dio Gio­van­ne­si (Alì ha gli oc­chi az­zur­ri, Go­mor­ra 2) ha scel­to un so­lo at­to­re pro­fes­sio­ni­sta, Va­le­rio Ma­stan­drea (pa­pà di Da­ph­ne), gli al­tri li ha pre­si dal­la stra­da. Nel ca­so di Da­ph­ne, dal ri­sto­ran­te di Mon­te­ver­de a Ro­ma do­ve lei fa­ce­va la ca­me­rie­ra. La trou­pe era lì a pran­zo, l’in­ten­si­tà di lei li ha in­chio­da­ti: «È sta­ta Chia­ra, la ca­sting di­rec­tor: mi ha chie­sto di fa­re un pro­vi­no. Ho det­to su­bi­to di sì, da in­tro­ver­sa vo­le­vo met­ter­mi al­la pro­va».

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