LA STEL­LA DEL FRATELLINO

Vanity Fair (Italy) - - #Vanitysocial -

Sta­mat­ti­na mia glia Em­ma, 4 an­ni, mi ha chie­sto: «In­vi­tia­mo Gior­gio e Giu­lia per un pi­gia­ma par­ty? Co­sì fac­cio nta di ave­re dei fra­tel­li». A di­re il ve­ro un fratellino ce l’ha, so­lo che lui se n’è an­da­to a vi­ve­re su una stel­la. Em­ma sa che non è na­to per­ché non è sta­to for­te ab­ba­stan­za per usci­re dal­la pancia del­la mam­ma. La ve­ri­tà sa­reb­be trop­po di ci­le da rac­con­ta­re a una bam­bi­na: il suo fratellino se n’è an­da­to per­ché la sua mam­ma ha «scel­to» di non far­lo na­sce­re, a se­gui­to di una dia­gno­si pre­na­ta­le dall’esi­to in­fau­sto. Mat­teo, si sa­reb­be chia­ma­to co­sì, se ne è an­da­to il 16 mag­gio del­lo scor­so an­no, il gior­no peg­gio­re del­la mia vi­ta, no­ra. Per me­si ho de­si­de­ra­to di mo­ri­re per non do­ver con­vi­ve­re col pe­so di quel­la scel­ta e con l’or­ro­re del­la fra­se sus­sur­ra­ta in sa­la par­to: «Il fu­ne­ra­le in que­sto ospe­da­le non si può fa­re, il fe­to è un ri uto ospe­da­lie­ro». È tra­scor­so po­co più di un an­no, Em­ma mi ha «co­stret­to» a ri­tor­na­re a vi­ve­re per lei, per il mio dol­cis­si­mo ma­ri­to Francesco, per Mat­teo. Non ho a ron­ta­to an­co­ra la pau­ra di ri­pro­var­ci. Ho 40 an­ni e do­vrei far­lo, per Em­ma che si in­ge­gna a fa­re nta di ave­re

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