MA­RION E LE PA­RO­LE TAGLIENTI

Vanity Fair (Italy) - - Week -

Del­le due set­ti­ma­ne di Wim­ble­don, la sto­ria che mi ha col­pi­to di più è quel­la del­la fran­ce­se Ma­rion Bar­to­li (cam­pio­nes­sa nel 2013). Og­gi tren­tu­nen­ne, do­ve­va s da­re al­tre leg­gen­de del ten­nis, ma l’or­ga­niz­za­zio­ne ha de­ci­so di non far­la gio­ca­re per col­pa del suo sta­to si­co. Trop­po, trop­po ma­gra. Du­ran­te la sua car­rie­ra, è sta­ta spes­so ber­sa­glio del­la stam­pa (e di va­ri col­le­ghi, ha con­fes­sa­to a Pa­ris Mat­ch) per il suo si­co un po’ ro­bu­sto. Og­gi pesa me­no di cin­quan­ta chi­li ed è in una cli­ni­ca per far­si cu­ra­re, an­che se ri­pe­te im­per­ter­ri­ta che si tro­va a suo agio con il pro­prio cor­po, e che è pre­oc­cu­pa­ta «so­lo» per il fan­to­ma­ti­co vi­rus che le im­pe­di­sce di man­gia­re. Sem­bra il clas­si­co mec­ca­ni­smo di ri­mo­zio­ne di chi non ha (an­co­ra) guar­da­to in fac­cia la sua ve­ra ma­lat­tia. Esi­ste una li­nea sot­ti­le: da una par­te la go­liar­dia, dall’al­tra la cat­ti­ve­ria di una fra­se a cui dia­mo po­co pe­so per fa­re i sim­pa­ti­co­ni, non pen­san­do al ma­le che fac­cia­mo al ber­sa­glio. Che ma­ga­ri ri­de, ma qual­co­sa, gior­no do­po gior­no, gli si in­cri­na den­tro. 2013 73 kg Di ba­se sia­mo tut­ti, an­co­ra og­gi, dei bul­li di scuo­la. Lo so­no io, lo sie­te voi. E non una vol­ta ogni tan­to. Ho pre­so in gi­ro com­pa­gni di clas­se, per il pe­so o per la lo­ro ti­mi­dez­za, ho fat­to il pre­po­ten­te na­scon­den­do­mi die­tro ad al­tri an­co­ra più pre­po­ten­ti. L’ho fat­to e pro­ba­bil­men­te, og­gi, lo fac­cio sen­za ac­cor­ger­me­ne. Quel­lo che pas­sa per «sar­ca­smo» spes­so è sem­pli­ce­men­te una bat­tu­ta fuo­ri luo­go fat­ta per ade­ri­re al­le so­li­te di­na­mi­che di grup­po – a scuo­la, sul la­vo­ro, in pa­le­stra. Lo so, non è fa­ci­le ave­re sem­pre la lu­ci­di­tà di ca­pi­re quan­do fer­mar­si, la sen­si­bi­li­tà de­gli al­tri non è la no­stra e lo spi­ri­to di com­pe­ti­zio­ne fa il re­sto. Suc­ce­de ovun­que, e sul web in ma­nie­ra an­che più me­schi­na e vi­le. È par­te di noi, pur­trop­po. Per­ché sia­mo for­ti e de­bo­li, car­ne ci e vit­ti­me, bul­li e «bul­liz­za­ti». Io per pri­mo. Non sa­pe­te, a vol­te, quan­to pos­sa­no far ma­le «cer­te cri­ti­che». O for­se, in­ve­ce, lo sa­pe­te an­che voi. 2016 47 kg

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