Gio­va­ne, ca­ri­no e ge­nia­le

Pro­di­gio del jazz e star di YouTu­be: JA­COB COLLIER ar­ri­va in Ita­lia

Vanity Fair (Italy) - - Carpe Diem - Di FER­DI­NAN­DO COTUGNO

e vo­le­te ve­de­re co­me po­treb­be es­se­re il fu­tu­ro del­la mu­si­ca tra die­ci an­ni, an­da­te al con­cer­to di Ja­cob Collier al Lo­cus Fe­sti­val di Lo­co­ro­ton­do (Ba­ri) il 16 lu­glio. Collier, 21 an­ni, è una via di mez­zo tra un pro­di­gio del­la mu­si­ca (Quin­cy Jo­nes ha det­to di lui: «Mai vi­sto un ta­len­to del ge­ne­re, è fuo­ri ca­te­go­ria, uno dei miei gio­va­ni ar­ti­sti pre­fe­ri­ti al mon­do»; il Guar­dian: «È il nuo­vo mes­sia del jazz») e una star di YouTu­be. I vi­deo in cui suo­na una de­ci­na di stru­men­ti e fa ar­mo­nie vo­ca­li de­gne dei Bea­ch Boys han­no fat­to mi­lio­ni di vi­sua­liz­za­zio­ni. A Brian

SJa­cob Collier, 21 an­ni, di Lon­dra, suo­na una de­ci­na di stru­men­ti. Il suo al­bum d’esor­dio, In My Room, è usci­to da po­co. Wil­son dei Bea­ch Boys è de­di­ca­to an­che il suo pri­mo al­bum, In My Room. «Lui crea­va il fu­tu­ro, è riu­sci­to a in­se­ri­re il jazz nel pop. Pet Sounds è il mio di­sco pre­fe­ri­to». La stan­za del ti­to­lo è quel­la in cui Ja­cob ha crea­to la sua mu­si­ca. «Ho im­pa­ra­to a suo­na­re e par­la­re in­sie­me. La mu­si­ca è un lin­guag­gio con cui si può co­mu­ni­ca­re tut­to, la mia te­sta è pie­na di me­lo­die, la co­sa di ci­le è far­la sta­re zit­ta». Per por­ta­re que­sta mol­ti­pli­ca­zio­ne di ge­ne­ri, vo­ci e stru­men­ti su un pal­co dal vi­vo, si è fat­to aiu­ta­re dal Mit di Bo­ston, con cui ha crea­to un di­spo­si­ti­vo che gli per­met­te di suo­na­re tut­ti i suoi stru­men­ti mu­si­ca­li in con­tem­po­ra­nea.

QUAN­TI STRU­MEN­TI!

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