TRA­VOL­TA DA UNO SCO­NO­SCIU­TO

Vanity Fair (Italy) - - #VanitySocial -

Ho una re­la­zio­ne de­cen­na­le, buo­na sa­lu­te, un ot­ti­mo la­vo­ro, nes­sun pro­ble­ma eco­no­mi­co. Un gior­no sul tre­no per Mi­la­no si sie­de ac­can­to a me un ra­gaz­zo e per tut­to il tem­po sen­to stra­ne sen­sa­zio­ni, co­me se le no­stre ani­me si ri­co­no­sces­se­ro, e fac­cio pen­sie­ri ero­ti­ci su di lui. A un cer­to pun­to at­tac­ca bot­to­ne, e dal­le sue pa­ro­le ca­pi­sco che an­che lui pro­va qual­co­sa di stra­no. Una vol­ta sce­si, mi pro­po­ne di be­re un caffè in­sie­me ma io ri­fiu­to. Mi chie­de il nu­me­ro di te­le­fo­no, io gli fac­cio pre­sen­te che so­no fi­dan­za­ta e an­che più vec­chia di lui. La ve­ri­tà è che ero scon­vol­ta, per­ché so­no sem­pre sta­ta fe­de­lis­si­ma e mai mi era ca­pi­ta­to di pro­va­re co­se si­mi­li per al­tri. Il pro­ble­ma è che da quel gior­no pen­so al ra­gaz­zo del tre­no e mi chie­do che co­sa sa­reb­be suc­ces­so se gli aves­si da­to il nu­me­ro. FE­DE

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