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Vanity Fair (Italy) - - #vanitysocial -

an­ni, spo­sa­ta da 6, in­sie­me da 12. Mi di­co che or­mai è ar­ri­va­ta l’ora di ave­re un bam­bi­no, lui è quel­lo giu­sto e il mo­men­to è giu­sto. O al­me­no per me. Per­ché mio ma­ri­to vuo­le an­co­ra di­ver­tir­si, viag­gia­re con me. E poi c’è la ca­sa pic­co­la, non sa do­ve met­te­re il pc nuo­vo, do­ve si­ste­ma­re la let­tie­ra del gat­to. Poi non è an­co­ra pron­to, non pen­sa­va che io vo­les­si un glio co­sì pre­sto. Co­sì pre­sto? A 32 an­ni è pre­sto? Ed è qui che tor­na tut­to a gal­la. Quan­do a 18 an­ni, pri­mo fi­dan­za­ti­no, pri­ma vol­ta che ho fat­to l’amo­re, boom: so­no ri­ma­sta in­cin­ta, su­bi­to. Mi so­no ri­tro­va­ta in una si­tua­zio­ne più gran­de di me, sen­za nes­su­no vi­ci­no, sen­za con­si­gli o con­for­to. Spa­ven­ta­ta co­me po­che vol­te nel­la vi­ta. Lui che ov­via­men­te mi ha det­to di fa­re quel­lo che cre­de­vo, per­ché co­mun­que non ne vo­le­va sa­pe­re nien­te. I miei ge­ni­to­ri che mi han­no pic­chia­ta. Al­la ne ho abor­ti­to. Un do­lo­re im­men­so, an­co­ra og­gi, e per sem­pre. Non so­no sta­ta for­te, e for­se ades­so la vi­ta mi sta fa­cen­do pa­ga­re il con­to. Mio ma­ri­to non sa nien­te di tut­to que­sto: non ca­pi­reb­be. E in­ve­ce di pro­va­re ad an­da­re avan­ti, a me sem­bra di tor­na­re in­die­tro. V.

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