UN GIOR­NO DA NO­BEL

Vanity Fair (Italy) - - Week -

Lo han­no di­pin­to in qua­lun­que mo­do: un can­tau­to­re di pro­te­sta, un can­tan­te rock, folk, coun­try, blues, un rea­zio­na­rio e un in­no­va­to­re, un dro­ga­to e un ve­ge­ta­ria­no, un ubria­co­ne e un sa­lu­ti­sta, un cri­stia­no, un ebreo… Lui ha sem­pre ri­fiu­ta­to ogni de­fi­ni­zio­ne. Chi è dav­ve­ro Bob Dy­lan? Pro­ba­bil­men­te tut­to ma non quel­lo che han­no scrit­to di lui. Di sé avreb­be det­to: «Non so­no io che ho crea­to Bob Dy­lan. Bob Dy­lan è sem­pre esi­sti­to e sem­pre esi­ste­rà». Di si­cu­ro va­le per mol­te sue can­zo­ni, che re­ste­ran­no la co­lon­na so­no­ra del­la fi­ne del se­co­lo scor­so, e di un pez­zo di que­sto, no­no­stan­te Bob Dy­lan.

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