DIBBA E DO­NALD

Vanity Fair (Italy) - - #vanitysocial -

o giu­di­che­rò dal­le sue azio­ni», di­ce Ales­san­dro Di Bat­ti­sta a pro­po­si­to di Do­nald Trump (n. 46), «e sa­rà con­ten­to se, co­me ha pro­mes­so, por­rà fi­ne al­le guer­re d’invasione ma­sche­ra­te da mis­sio­ni di pa­ce, se mi­glio­re­rà i rap­por­ti tra Usa e Rus­sia, se ce­sti­ne­rà il trat­ta­to di li­be­ro com­mer­cio tra Sta­ti Uni­ti ed Europa». Avrei una do­man­da per Di Bat­ti­sta, che è po­co più gran­de di me. Ales­san­dro, di­ci che giu­di­che­rai Trump dal­le sue azio­ni. Per­ché, quel­le che ha com­piu­to fi­no­ra non ti so­no ba­sta­te? Per te la po­li­ti­ca este­ra ha più va­lo­re del com­por­ta­men­to per­so­na­le mes­so in at­to ogni gior­no? La gen­te stu­fa dei ra­di­cal chic ti sta più a cuo­re del­le don­ne ves­sa­te da chi le ve­de, trat­ta e pro­muo­ve co­me un ac­ces­so­rio? Da uno che per prin­ci­pio sce­glie i tre­ni re­gio­na­li mi sarei aspet­ta­ta che sce­glies­se per prin­ci­pio il ri­spet­to uni­ver­sa­le. CHIA­RA

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