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Sic­ci­tà e spre­chi idri­ci: l’ACQUA non scar­seg­gia so­lo nel Ter­zo mon­do. Da Ro­ma a To­kyo, en­tro il 2020 do­vre­mo cam­bia­re abi­tu­di­ni

Vanity Fair (Italy) - - Week - di RICCARDO ROMANI

Quan­do Edi­la­ne Mo­rei­ra mi spie­ga che può far­si una so­la doc­cia a set­ti­ma­na, il mio sguar­do cor­re pri­ma ver­so il ter­mo­me­tro a mu­ro (32°) e poi ol­tre la fi­ne­stra: non sia­mo in una fa­ve­la di San Pao­lo, ma a Jar­dins, cuo­re chic del­la me­tro­po­li. Edi­la­ne, im­pren­di­tri­ce, di­ce che l’acqua ra­zio­na­ta or­mai da tre an­ni è una sgra­de­vo­le abi­tu­di­ne. A me­no di uno straor­di­na­rio re­sty­ling di vie fo­gna­rie e fal­de ac­qui­fe­re, San Pao­lo mo­ri­rà di se­te nel gi­ro di 30 an­ni. Pen­sa­re che il 13% del­le ri­ser­ve idri­che mon­dia­li è pro­prio in Bra­si­le. Di­ce­va­no che la guer­ra dell’acqua avreb­be scrit­to la sto­ria del pros­si­mo se­co­lo. Sba­glia­to. Il se­co­lo è que­sto. E un mi­liar­do di per­so­ne do­vrà cam­bia­re abi­tu­di­ni en­tro il 2020. Non par­lia­mo di Ter­zo mon­do, ci ri­fe­ria­mo al­le cit­tà in cui la­vo­ria­mo, ai no­stri luo­ghi di vacanza. Ita­lia com­pre­sa: da noi il 51% del­le per­so­ne, se­con­do uno stu­dio re­cen­te, non pre­sta at­ten­zio­ne agli spre­chi d’acqua, ap­pe­na il 13% è con­scio del pro­ble­ma. E se il pre­si­den­te del­la Re­gio­ne La­zio Zin­ga­ret­ti ha fir­ma­to il de­cre­to per la ca­la­mi­tà na­tu­ra­le (man­can­za di piog­ge ma an­che spre­chi) e il sin­da­co Rag­gi a Ro­ma ha emes­so un’or­di­nan­za per ra­zio­na­liz­za­re le ri­sor­se (stop a riem­pi­men­ti di pi­sci­ne e la­vag­gi au­to, per esem­pio), an­che al­tro­ve si af­fac­cia la que­stio­ne.

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