PIROETTE

Vanity Fair (Italy) - - Week -

Il Mes­sag­ge­ro ne ha con­ta­ti 5 sul li­to­ra­le ro­ma­no, com­pre­si i Fa­scia­ni, altra fa­mi­glia no­ta al­la Dia (Di­re­zio­ne in­ve­sti­ga­ti­va an­ti­ma­fia) e col­pi­ta dal­le in­da­gi­ni. Non se ne stan­no na­tu­ral­men­te con le ma­ni in ma­no, que­ste fa­mi­glie; an­zi, par­te­ci­pa­no an­che po­li­ti­ca­men­te. A Nuo­va Ostia, do­ve vi­vo­no gli Spa­da, Ca­sa­Pound ha pre­so il 20 per cen­to (il 9 per cen­to in tut­to il mu­ni­ci­pio) gra­zie an­che al so­ste­gno di Ro­ber­to Spa­da, che ha da­to in­di­ca­zio­ni di vo­to per il par­ti­to neo­fa­sci­sta. Si­mo­ne Di Ste­fa­no, vi­ce­pre­si­den­te di Ca­sa­Pound, che or­mai spa­dro­neg­gia sui me­dia ed è in­vi­ta­to un po’ dap­per­tut­to in Tv, ha pi­roet­ta­to sul ge­sto vio­len­to: «Ro­ber­to Spa­da non è un no­stro iscrit­to né un no­stro espo­nen­te, quin­di non ri­spon­dia­mo di ciò che fa lui. Ci vie­ne chie­sto di pren­de­re le di­stan­ze ma per pren­der­le ser­ve una vi­ci­nan­za». Hai vi­sto mai: ma­ga­ri tut­ti ’sti vo­ti poi se ne van­no.

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