Dun­que prof, che fac­cio, mi ri­fac­cio?

Viaggi del gusto - - Storiedell'italiachemerita -

Che fa, ci­ta il mio li­bro? No bat­tu­te a par­te, di­cia­mo su­bi­to che con la chi­rur­gia este­ti­ca non si scher­za. È un cam­po mol­to com­ples­so, che si ri­vol­ge più all’ani­ma che al cor­po. Pren­dia­mo chi è in so­vrap­pe­so, ad esem­pio. A que­ste per­so­ne va fat­to un di­scor­so di sti­le di vi­ta, di sport, di ali­men­ta­zio­ne. La chi­rur­gia este­ti­ca va vi­sta co­me ul­ti­ma spiag­gia, co­me un qual­co­sa che aiu­ti a star me­glio e vi­ve­re be­ne, a rin­gio­va­ni­re, ve­der­si più in for­ma, ma de­ve es­se­re pre­ce­du­ta e se­gui­ta da un cor­ret­to sti­le di vi­ta». mol­to l’aspet­to fi­si­co, la chi­rur­gia pla­sti­ca è as­sai ri­chie­sta per da­re di sé un’im­ma­gi­ne di ef­fi­cien­za e pro­fes­sio­na­li­tà. E so­no au­men­ta­ti gli uo­mi­ni che ri­cor­ro­no al­la chi­rur­gia del vi­so. Ades­so si fan­no fi­gli in età avan­za­ta, e non so­no po­chi i cin­quan­ten­ni che non vo­glio­no es­se­re scam­bia­ti per i non­ni dei lo­ro bim­bi, quan­do van­no a pren­der­li all’asi­lo. In­som­ma il ri­svol­to psi­co­lo­gi­co con­ta mol­to di più che in pas­sa­to. Ba­sti pen­sa­re al­le ado­le­scen­ti che, bom­bar­da­te dal­le im­ma­gi­ni me­dia­ti­che di bel­lez­za, en­tra­no in cri­si per del­le sem­pli­ci im­per­fe­zio­ni fi­si­che e rin­cor­ro­no gli ste­reo­ti­pi. In que­sti ca­si, so­no le fa­mi­glie e la scuo­la a do­ver por­re ri­pa­ro.

I pa­zien­ti de­tur­pa­ti so­no all'or­di­ne del gior­no. Un buon 70% dei ca­si che trat­to per­so­nal­men­te so­no di chi­rur­gia se­con­da­ria, ter­zia­ria e an­che ol­tre. Da me ven­go­no mol­tis­si­me vit­ti­me di in­ter­ven­ti mal­riu­sci­ti

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