L'or­to dei sem­pli­ci,

Viaggi del gusto - - Sommario -

l'al­lo­ro

L’al­lo­ro è for­se il più ama­to tra i clas­si­ci ar­bu­sti de­sti­na­ti al­la rea­liz­za­zio­ne del­le sie­pi. Que­sto non esclu­de pe­rò che lo si pos­sa col­ti­va­re in va­so, a pat­to che lo si sot­trag­ga a fred­do e ge­lo. Bel­lis­si­mo sa­rà far­lo cre­sce­re nell’or­to o in giar­di­no, do­ve lo si ve­drà svet­ta­re fi­no a un’al­tez­za di 15 me­tri.

Il va­so e il ter­ric­cio

Far cre­sce­re l’al­lo­ro sul bal­co­ne vuol di­re sce­glie­re un an­go­lo un po’ om­breg­gia­to e al ri­pa­ro dal fred­do, do­ve col­lo­ca­re il va­so che do­vrà es­se­re di al­me­no 60 cm di dia­me­tro. Il ter­ric­cio de­ve es­se­re sciol­to e ric­co di so­stan­za or­ga­ni­ca, con al­la ba­se un buo­no stra­to di so­stan­za dre­nan­te. Al mo­men­to dell’in­ter­ra­men­to esti­vo va man­te­nu­to sem­pre un cer­to gra­do di umi­di­tà, evi­tan­do pe­rò i ri­sta­gni d’ac­qua.

Col­ti­va­zio­ne

L’al­lo­ro si ri­pro­du­ce fa­cil­men­te per ta­lea, in Lu­na cre­scen­te, nei me­si di lu­glio e ago­sto. Si svi­lup­pa be­ne al so­le, e se mes­so in ter­ra ri­chie­de una po­si­zio­ne ri­pa­ra­ta per evi­ta­re che il fred­do in­ver­na­le ne dan­neg­gi le fo­glie e a vol­te an­che i get­ti. Va ir­ri­ga­to con cu­ra nel pe­rio­do dell’at­tec­chi­men­to. In al­ter­na­ti­va, si pos­so­no an­che tra­pian­ta­re in mar­zo dei pic­co­li ar­bu­sti di vi­va­io che an­dran­no an­naf­fia­ti, evi­tan­do ri­sta­gni, fi­no al­la fi­ne dell’esta­te. La po­ta­tu­ra, in ca­lan­te, si ef­fet­tua in mar­zoa­pri­le. Rin­va­sa­re ogni due an­ni.

Pun­ti de­bo­li

Un dra­sti­co ab­bas­sa­men­to del­la tem­pe­ra­tu­ra dan­neg­gia l’al­lo­ro. In ca­so poi di ne­ve, sa­rà be­ne eli­mi­nar­la su­bi­to dai ra­mi e dal­le fo­glie. An­che il ven­to non gio­va. Tra i pa­ras­si­ti, il ne­mi­co nu­me­ro uno è la coc­ci­ni­glia da com­bat­te­re in mo­do na­tu­ra­le ba­gnan­do le fo­glie con ab­bon­dan­te ac­qua per far­la staccare. In ca­so di po­che pian­te, si pos­so­no ri­muo­ve­re ma­nual­men­te usan­do co­to­ne im­be­vu­to di al­col e stro­fi­nan­do­lo sul­le par­ti col­pi­te dall’in­set­to.

Buo­no a sa­per­si

Ol­tre che per le fo­glie aro­ma­ti­che, l’al­lo­ro si col­ti­va an­che a sco­po de­co­ra­ti­vo. E se in ge­ne­re si pre­fe­ri­sce far­lo cre­sce­re in for­ma li­be­ra, gli si può an­che da­re, con le giu­ste po­ta­tu­re, una for­ma a glo­bo, o a co­no, o a pi­ra­mi­de.

Rac­col­ta e con­ser­va­zio­ne

Le fo­glie dell’al­lo­ro si rac­col­go­no tut­to l’an­no. Me­glio in Lu­na cre­scen­te per il con­su­mo fre­sco, in ca­lan­te per la con­ser­va­zio­ne. Si fan­no es­sic­ca­re all’aria, al buio e si con­ser­va­no in ba­rat­to­li di ve­tro. I frut­ti in­ve­ce si rac­col­go­no a com­ple­ta ma­tu­ra­zio­ne da ot­to­bre a di­cem­bre, si es­sic­ca­no in for­no a bas­sis­si­ma tem­pe­ra­tu­ra e si man­ten­go­no in va­si di ve­tro a chiu­su­ra er­me­ti­ca.

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