Car­cio­fo cam­pa­no

I mil­le vol­ti del

Viaggi del gusto - - Cibo & Territorio - Di An­to­nel­la Pe­tit­ti

Quel­lo di Pae­stum è pre­co­ce. Il bian­co del Ta­na­gro è te­ne­ris­si­mo. Di quel­lo di Pie­tral­ci­na si ap­prez­za­no i “car­duc­ci” men­tre a Ca­stel­lam­ma­re di Sta­bia è vio­let­to. E po­trem­mo con­ti­nua­re nell’elen­co. Sì, per­ché ogni an­go­lo del­la re­gio­ne ha il suo, e pro­var­li tut­ti vuo­le di­re in­tra­pren­de­re un tour tra pae­sag­gi e bor­ghi uno più bel­lo dell’al­tro

“Il car­cio­fo dal te­ne­ro cuo­re si ve­stì da guer­rie­ro” scri­ve­va Ne­ru­da in un com­po­ni­men­to che è un’ode al­la bel­lez­za e al­la mae­sto­si­tà di que­sto or­tag­gio sim­bo­lo del­la bio­di­ver­si­tà del no­stro Pae­se, pri­mo pro­dut­to­re mon­dia­le.Una del­le re­gio­ni più ric­che è la Cam­pa­nia, al quar­to po­sto in Ita­lia con due­mi­la et­ta­ri in pre­va­len­za con­cen­tra­ti nel­la va­sta e fer­ti­le Pia­na del Se­le. Ed è pro­prio da qui che par­ti­re­mo al­la sco­per­ta dei car­cio­fi cam­pa­ni e dei ter­ri­to­ri che li ospi­ta­no.

L’idea in più...

Il car­cio­fo re­sta un in­ten­so sim­bo­lo di ru­ra­li­tà, lo di­mo­stra­no le nu­me­ro­se fe­ste e sa­gre ad es­so de­di­ca­te. Sul fi­ni­re di apri­le, ad apri­re le dan­ze è l’8a edi­zio­ne del­la Fe­sta del car­cio­fo di Pae­stum Igp, che si spal­me­rà su due week-end dal 23 al 25 apri­le e dal 30 apri­le all’1 mag­gio. Du­ran­te que­sta se­con­da tor­na­ta sa­rà in fe­sta an­che il bel bor­go di Au­let­ta, con la 7a edi­zio­ne di Bian­co Ta­na­gro, even­to de­di­ca­to al car­cio­fo bian­co cam­pa­no. Nel me­se di mag­gio toc­che­rà a Pie­trel­ci­na ce­le­bra­re il guer­rie­ro dal cuo­re te­ne­ro, in una fe­sta che vie­ne dap­pri­ma be­ne­det­ta da una san­ta mes­sa e poi pro­se­gue con un mer­ca­ti­no dov’è pos­si­bi­le ac­qui­sta­re i car­cio­fi. re­gio­ne cam­pa­na. Le pri­me te­sti­mo­nian­ze del­la sua col­ti­va­zio­ne ri­sal­go­no in­fat­ti ai Bor­bo­ni, ma la sua ve­ra dif­fu­sio­ne agri­co­la la si de­ve all’ope­ra di bo­ni­fi­ca de­gli an­ni Tren­ta. Da al­lo­ra gli agri­col­to­ri han­no af­fi­na­to le tec­ni­che di col­ti­va­zio­ne di un or­tag­gio pre­zio­so an­che per la sua pre­co­ci­tà: com­pa­re sul­le no­stre ta­vo­le a ini­zio feb­bra­io, per re­star­ci fi­no a fi­ne mag­gio. As­sag­giar­lo nel luo­go di pro­du­zio­ne non può pre­scin­de­re da una vi­si­ta al Par­co Ar­cheo­lo­gi­co di Pae­stum. Pa­tri­mo­nio dell’Uma­ni­tà per l’Une­sco è do­mi­na­ta dai tre tem­pli di He­ra, Po­sei­do­ne e Ce­re­re. Du­ran­te la sta­gio­ne dei car­cio­fi è fa­ci­le tro­var­li tra i nu­me­ro­si ban­chi di or­to­frut­ta che co­lo­ra­no la sta­ta­le che col­le­ga Sa­ler­no al Par­co Ar­cheo­lo­gi­co, ed a vol­te è pos­si­bi­le ac­qui­star­li già cot­ti al­la bra­ce dai ven­di­to­ri am­bu­lan­ti. Un inu­sua­le street food per go­der­si a pie­no una pas­seg­gia­ta nel­la sto­ria.

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