Ele­na’s world

VOGUE (Italy) - - PEOPLE AND EVENTS - By Vi­via­na del Bian­co

Le tra­di­zio­ni del­la sua ter­ra, l’amo­re per i co­lo­ri ispirano Ele­na Bian­chi­ni, gio­va­ne ar­ti­sta al­la gui­da dell’ate­lier del Tea­tro del­la Pergola di Firenze

Il La­bo­ra­to­rio Co­stu­mi e Sce­ne del Tea­tro del­la Pergola-Tea­tro Na­zio­na­le del­la Toscana è uno scri­gno an­ni­da­to sui tet­ti di Firenze, inon­da­to di lu­ce. Qui si la­vo­ra sul co­stu­me sto­ri­co e con­tem­po­ra­neo, sui ma­te­ria­li tra­di­zio­na­li e sul­la spe­ri­men­ta­zio­ne, sull’ac­ces­so­rio e sul det­ta­glio. «Si è vo­lu­to co­strui­re un ate­lier per­ma­nen­te in cui rea­liz­za­re i co­stu­mi e gli ele­men­ti di sce­na, e an­che un cen­tro di for­ma­zio­ne spe­cia­liz­za­ta sui me­stie­ri del tea­tro», rac­con­ta Ele­na Bian­chi­ni, la re­spon­sa­bi­le. «Men­tre i la­bo­ra­to­ri dei gran­di tea­tri in Ita­lia sta­va­no chiu­den­do, qui si vo­le­va fa­re l’op­po­sto». Al­le spal­le ha una so­li­da for­ma­zio­ne ar­ti­sti­ca, sia teo­ri­ca che pra­ti­ca: «Mi so­no lau­rea­ta in Sto­ria dell’ar­te. Do­po le ore pas­sa­te in bi­blio­te­ca a fa­re ri­cer­che sull’ico­no­gra­fia del­le ope­re d’ar­te, cer­ca­vo spa­zi per di­pin­ge­re e mo­del­la­re. Ri­pro­du­ce­vo tut­to quel­lo che stu­dia­vo, rea­liz­za­vo scul­tu­re in car­ta e ges­so. Una re­gi­sta vi­de per ca­so i miei “vol­ti” e me ne com­mis­sio­nò una se­rie, di pro­por­zio­ni enor­mi. Nel gi­ro di po­chis­si­mo, mi so­no tro­va­ta a di­pin­ge­re sce­no­gra­fie di ope­re li­ri­che e a la­vo­ra­re con mae­stri qua­li Zef­fi­rel­li e Mi­to­raj in mol­ti tea­tri, dal­lo Sta­bi­le di Bol­za­no al Tea­tro dell’Ope­ra di Ro­ma». Qua­li so­no le sue ispi­ra­zio­ni? «Ci so­no mon­di che mi so­no sem­pre sta­ti vi­ci­ni: la Si­ci­lia del­le mie origini e la sua tea­tra­li­tà. E poi la ma­te­ria e i co­lo­ri. Il mon­do mi­cro­sco­pi­co che mi ha rac­con­ta­to mio pa­dre, un pro­fes­so­re di chi­mi­ca or­ga­ni­ca spe­cia­liz­za­to in co­lo­ran­ti, che mi ha insegnato a ve­de­re ol­tre quel­lo che è vi­si­bi­le a oc­chio nu­do. La sto­ria del co­lo­re mi ha con­dot­to a una spe­ri­men­ta­zio­ne di ma­te­ria­li e tec­ni­che che si è ri­ve­la­ta fon­da­men­ta­le per il mio la­vo­ro». Con la Fon­da­zio­ne Cer­ra­tel­li, che van­ta un pa­tri­mo­nio di ol­tre 30mi­la co­stu­mi, il la­bo­ra­to­rio or­ga­niz­za cor­si di for­ma­zio­ne per il re­stau­ro del re­per­to­rio e la rea­liz­za­zio­ne di nuo­vi co­stu­mi, su di­se­gno di co­stu­mi­sti e sti­li­sti. «Ab­bia­mo al­lie­vi da tut­ta Ita­lia, due gran­di pro­get­ti eu­ro­pei, una mo­stra e pro­du­zio­ni ester­ne al tea­tro». Ma ha an­che tem­po di ri­las­sar­si? «Di­pin­go, o va­do in gi­ro per an­ti­qua­ri. E quan­do pos­so scap­po a Pa­ri­gi!».

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