Feel good lip­stick

VOGUE (Italy) - - BEAUTY NEWS - By Su­san­na Mac­chia

Pe­ter Phi­lips, maî­tre ma­quil­leur Dior, ha ri­di­se­gna­to il ros­set­to-ico­na del­la mai­son. Co­sì il mat si fa estre­mo, i co­lo­ri non con­ven­zio­na­li e la te­nu­ta ar­ri­va a 16 ore

di­par­ti­men­to Ri­cer­ca e svi­lup­po del­la mai­son, as­si­cu­ra in­fat­ti 16 ore di com­fort sen­za sec­ca­re le lab­bra. Da Ave­nue Mon­tai­gne fan­no sa­pe­re che si trat­ta di un ros­set­to “feel good”, «a si­gni­fi­ca­re che non so­lo du­ra a lun­go ma che man­tie­ne le pro­mes­se: sia in versione sa­tin sia mat­te ed ex­tre­me mat­te, ga- ran­ti­sce esat­ta­men­te il ri­sul­ta­to che ci si aspet­ta», spie­ga Pe­ter Phi­lips, di­ret­to­re del­la crea­zio­ne e dell’im­ma­gi­ne del ma­ke-up. E la ve­ra no­vi­tà è pro­prio il fi­ni­sh opa­co: «Quan­do ho ini­zia­to a la­vo­ra­re per Dior, la pri­ma co­sa che ho no­ta­to è sta­ta la man­can­za di un ros­set­to mat. Era­no tut­ti shi­ne e ul­tra­shi­ne. Co­sì ho de­ci­so di ri­for­mu­la­re Rou­ge Dior». Dif­fi­ci­le rein­ven­ta­re un ros­set- to-ico­na? «Una bel­la sfi­da! Ci ho la­vo­ra­to cir­ca due an­ni e mez­zo, ma il ri­sul­ta­to è ec­ce­zio­na­le». La nuo­va formula si ba­sa su un mix di at­ti­vi trat­tan­ti (tra que­sti: bur­ro di man­go e sfe­re di aci­do ia­lu­ro­ni­co) che ga­ran­ti­sco­no per­for­man­ce ot­ti­ma­li. Ma la ve­ra crea­tu­ra­gio­iel­lo di Pe­ter Phi­lips è la cap­su­le collection «di sfu­ma­tu­re Ex­tre­me Mat­te, crea­ta co­me una sor­ta di play­ground dal back­sta­ge del­le sfi­la­te. È un mix&mat­ch dei co­lo­ri del­la collezione: ho vo­lu­to gio­ca­re con i pig­men­ti, osa­re e pro­por­re nuan­ce non con­ven­zio­na­li». Trat­ta­si in­fat­ti di: un blu not­te, un gri­gio chia­ro, un ros­so scu­ro e un vio­la por­po­ra. «Sì, so­no per don­ne “da­ring”. Ma cre­do che ci sia un for­te desiderio di co­lo­ri estremi. E co­mun­que an­che se so­no tin­te au­da­ci han­no qual­co­sa di ico­ni­co, ri­spet­to­so del dna del­la mai­son». Any tips? «Il mat, so­prat­tut­to il ros­so, è in­ne­ga­bil­men­te più dif­fi­ci­le da sten­de­re. Ma non da por­ta­re. Non è que­stio­ne di for­ma del­le lab­bra e tan­to me­no di età, so­lo di at­ti­tu­de. Di con­fi­den­ce. E le don­ne ora so­no più con­fi­dent: at­tra­ver­so i so­cial me­dia si è at­tua­ta una de­mo­cra­tiz­za­zio­ne del ma­keup: non si ha più “pau­ra” del co­lo­re. Il ma­quil­la­ge è gio­ia, di­ver­ti­men­to. E le ispi­ra­zio­ni si trovano ovun­que: sui red car­pet, sul­le passerelle, al ci­ne­ma». Ed è pro­prio una star del gran­de scher­mo a in­ter­pre­ta­re Rou­ge Dior: Na­ta­lie Port­man in­dos­sa con non­cha­lan­ce la nuan­ce “red smi­le”. In­ter­pre­ta­zio­ne per­fet­ta per un ros­so sen­za com­pro­mes­si. Très Dior.

Dall’al­to. Na­ta­lie Port­man, pho­to Ali­que; nel back­sta­ge con Pe­ter Phi­lips,

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