A Vo­gue’s Ta­le io non so­no più lì, di Ivan Co­tro­neo

Ogni me­se, un rac­con­to d’au­to­re de­di­ca­to alla co­per­ti­na di Vo­gue.

VOGUE (Italy) - - SOMMARIO - Di IVAN CO­TRO­NEO*

Quan­do leg­ge­rai que­sto fo­glio, io non ci sa­rò più. Im­ma­gi­no tu ab­bia chia­ma­to il mio no­me en­tran­do in ca­sa, ma­ga­ri più vol­te. For­se mi hai cer­ca­ta al te­le­fo­no, sor­pren­den­do­ti di quel­la vo­ce che ti di­ce­va che il mio nu­me­ro non esi­ste­va più, pen­san­do a un er­ro­re. No, non lo è.

Que­ste ri­ghe po­treb­be­ro ri­spar­miar­ti la fa­ti­ca di cer­ca­re no­ti­zie da ami­ci, pa­ren­ti, col­le­ghi di la­vo­ro. Io non so­no più lì. Non ci so­no più le mie co­se nell’ar­ma­dio, e gli oggetti – li­bri, ri­cor­di, tut­te le mie fo­to – che era­no nel­le no­stre stan­ze, so­no scom­par­si in­sie­me a me. Sì, lo so. For­se ti è dif­fi­ci­le anche solo im­ma­gi­nar­lo, per­ché io ci so­no sem­pre sta­ta per te. E la con­sue­tu­di­ne di aver­mi sem­pre al tuo fian­co, la si­cu­rez­za con la qua­le sa­pe­vi che ci fos­si, men­tre in­ve­ce ti com­por­ta­vi co­me se non fos­si lì, po­treb­be far­ti pen­sa­re a uno scher­zo, o a una de­ci­sio­ne tem­po­ra­nea, o a un ca­pric­cio. Sba­glie­re­sti. Qual­cu­no, mi sem­bra mia so­rel­la, ti dis­se una vol­ta, che na­scon­de­vo ocea­ni den­tro di me. Tu ri­de­sti, co­me se aves­si la chia­ve di tutti i miei se­gre­ti, co­me se solo tu sa­pes­si la verità as­so­lu­ta su di me. Co­me se que­gli ocea­ni, se mai esi­sti­ti, fos­se­ro co­mun­que co­no­sciu­ti, do­ma­bi­li, a tua di­spo­si­zio­ne. Da at­tra­ver­sa­re o pro­sciu­ga­re. In­ve­ce so­no andata via. I mo­ti­vi li co­no­sci, e in ef­fet­ti si ri­du­co­no a uno solo. L’amo­re è fi­ni­to, lo sai be­ne tu che da an­ni ti com­por­ti co­me se non fos­se mai esi­sti­to. Quel­lo che ci ave­va tra­sci­na­to fi­no a ie­ri, il ri­cor­do, sa­reb­be for­se ba­sta­to, se aves­si­mo af­fron­ta­to que­sto tem­po in­sie­me. Ma tu mi hai la­scia­ta so­la. Non cer­car­mi, non riu­sci­re­sti a tro­var­mi. Uno di que­gli ocea­ni, den­tro di me ha pre­so il so­prav­ven­to e si è ri­bel­la­to. Alla tua svo­glia­tez­za, ai tuoi tra­di­men­ti, alla tua si­cu­rez­za, al pas­so de­ci­so con cui en­tra­vi in ca­sa sa­pen­do che sa­rei sta­ta lì, pron­ta ad ascol­tar­ti. L’amo­re è fi­ni­to quan­do hai smes­so di chie­der­mi: “Co­me stai?”. E l’ocea­no al­lo­ra si è mos­so, in un’uni­ca on­da. Tran­quil­lo, po­ten­te, e inar­re­sta­bi­le.

Non ti chie­de­re do­ve so­no, non lo in­do­vi­ne­re­sti mai. Puoi im­ma­gi­nar­mi co­sì, se vuoi. So­no in un po­sto lon­ta­no, in una nuo­va ca­sa. Al­tro­ve. In­tor­no a me c’è quel­lo che ho pre­so del­la no­stra vec­chia vi­ta, e den­tro di me ho la for­za di az­ze­ra­re tutto e ri­co­min­cia­re. So­no so­la, e forte. So­no il per­so­nag­gio prin­ci­pa­le del­la mia sto­ria. So­no bel­la co­me non so­no mai sta­ta, co­me tu non mi hai mai vi­sto. Non mi ri­co­no­sce­re­sti. È l’inizio del­la mia nuo­va vi­ta. •

*Scrit­to­re, re­gi­sta e sce­neg­gia­to­re na­po­le­ta­no, 50 an­ni, ha pub­bli­ca­to tra gli al­tri il ro­man­zo Un ba­cio (Bom­pia­ni, 2010). Que­sto me­se esce Le vo­ci del so­gno (La na­ve di Te­seo), una rac­col­ta di rac­con­ti bre­vi.

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